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​Corridoio umanitario
dalla Libia

· In Italia 162 profughi grazie a governo, Cei e Unhcr ·

  I primi 162 profughi provenienti dalla Libia sono arrivati in Italia a bordo di due velivoli dell’Aeronautica militare atterrati ieri sera all’aeroporto di Pratica di Mare. L’apertura del nuovo, atteso corridoio umanitario è stata resa possibile grazie a un’iniziativa congiunta tra ministero dell’Interno e Conferenza episcopale italiana (Cei) che, in coordinamento con l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) e le autorità libiche, hanno individuato in centri di detenzione in Libia rifugiati in condizioni di vulnerabilità e in grado di ottenere la protezione internazionale.

Lo sbarco a Pratica di Mare dei profughi dalla Libia (Reuters)

Si tratta di un passo in avanti molto importante. “Storico” lo ha definito il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ha accolto i profughi insieme al presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, perché per la prima volta è stato aperto un corridoio umanitario dalla Libia verso l’Europa. «Questo — ha detto il ministro — è un inizio. Continueremo con l’Unhcr secondo il principio di combattere l’illegalità per costruire la legalità».

Del gruppo di rifugiati di origine eritrea, etiope, somala e yemenita, fanno parte famiglie, madri sole, minori non accompagnati e persone con disabilità. «Molti degli evacuati riportano grandi sofferenze, sono stati tenuti prigionieri dai trafficanti in condizioni disumane e detenute in Libia» ha dichiarato l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, il quale ha auspicato che altri paesi possano seguire lo stesso percorso intrapreso dall’Italia. Nel frattempo già nei prossimi giorni verrà avviata un’altra operazione che riguarderà 131 profughi. «Contiamo sulla solidarietà internazionale — ha detto Cochetel — affinché ci aiuti a raggiungere l’obiettivo di portare fuori dalla Libia e proteggere 1300 rifugiati vulnerabili prima possibile».

Centoventi profughi saranno assistiti dalla Caritas in strutture di quindici diocesi: Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Benevento, Bergamo, Biella, Ferrara-Comacchio, Firenze, Genova, Milano, Reggio Calabria - Bova, Savona-Noli, Teggiano-Policastro, Teramo-Atri, Termoli-Larino, Treviso, Ventimiglia - San Remo. «La nostra casa è la loro casa, la nostra patria è la loro patria. Perché se così non fosse non sarebbe nemmeno la nostra» ha detto il cardinale Bassetti accogliendo i primi arrivati. «Abbiamo creduto nella possibilità dei corridoi umanitari per salvare legalmente tutte queste creature innocenti» ha aggiunto, precisando che «senza il governo italiano l’operazione sarebbe stata impossibile».

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