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​In Corea è forte
il desiderio
della pace e dell’unità

· A colloquio con il presidente della Conferenza episcopale ·

«Ho visto e percepito con chiarezza che la pace è un forte desiderio dei nordcoreani. Questo è l’aspetto più importante, che infonde grande speranza». Vede un roseo futuro per il cammino di riavvicinamento tra le due Coree Hyginus Kim Hee-joong, arcivescovo di Gwangju e presidente della Conferenza episcopale coreana, all’indomani di una visita in Corea del Nord, con una delegazione di oltre 200 leader civili e religiosi sudcoreani. L’evento, il primo transfrontaliero nel 2019, è stato organizzato il 12 febbraio da un comitato congiunto della società civile e di comunità religiose in Corea del Sud e «ha dunque un valore aggiunto, perché espressione di un impegno che proviene dal basso», spiega l’arcivescovo a «L’Osservatore Romano».

Scuole, sindacati, università, associazioni culturali e sportive, movimenti giovanili, comunità religiose, con la presenza di parlamentari e giornalisti: tutti coinvolti e interessati a stabilire contatti, relazioni e nuovi progetti di cooperazione con la società nordcoreana. Un fatto possibile, oggi, dato il nuovo clima instauratosi tra i due paesi dopo lo storico vertice tra i presidenti Moon Jae-in e Kim Jong-un nell’aprile del 2018, e la graduale riattivazione di un percorso di riavvicinamento che prevede un’ulteriore tappa nel prossimo incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader sudcoreano in programma il 27 e 28 febbraio in Vietnam.
L’occasione per il meeting di due giorni tenutosi al complesso turistico sul monte Kumgang, sulla costa orientale della Corea del Nord, è stata la celebrazione comune del nuovo anno lunare, iniziato il 5 febbraio. Nell’aver festeggiato condividendo i tradizionali tteokkuk, la zuppa con tortino di riso, cibo tradizionale originario della parte settentrionale della penisola, l’arcivescovo Kim Hee-joong, designato come “capo delegazione”, intravede il frutto più importante dell’iniziativa: «Instaurare rapporti di reciproca fiducia, base di ogni relazione pacifica, rispettosa, libera e civile». Da qui si può partire, osserva, «per avviare nuovi e diversi progetti di cooperazione in vari ambiti, come il turismo, la cultura, la religione, l'istruzione, lo sport».

di Paolo Affatato

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18 agosto 2019

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