Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Corbyn contro May

· Mozione di sfiducia del leader laburista per il voto sull’accordo sulla Brexit ·

Cartello anti-Brexit fuori da Westminster (Epa)

Il leader dell’opposizione britannica Jeremy Corbyn ha presentato ieri una mozione di sfiducia contro il primo ministro Theresa May, in seguito al suo rifiuto di convocare un voto sull’accordo Brexit prima di gennaio. Spetta al governo di decidere quando organizzare questo dibattito e votare sulla mozione. Tuttavia anche nel caso in cui questa mozione dovesse essere adottata, non sarebbe giuridicamente vincolante per la May, ma rivelerebbe ancora una volta la debolezza della sua posizione. «È inaccettabile che si aspetti quasi un mese per un voto sulla questione cruciale del futuro del nostro paese», ha detto Corbyn, riferendosi alla decisione del premier di rimandare alla terza settimana di gennaio il voto inizialmente previsto per l’11 dicembre. «Quindi, poiché questo è l’unico modo che intravedo per procedere al voto questa settimana, sto per presentare una mozione chiamata “questa assemblea non si fida del primo ministro”», ha detto. Se il governo rifiuta di discutere questa mozione, Corbyn potrebbe anche presentare una mozione di sfiducia questa volta contro l’intero governo, una procedura che può portare all’organizzazione di nuove elezioni parlamentari. Nei dibattiti parlamentari precedenti, il leader laburista aveva ritenuto che May aveva fallito nel tentativo di rinegoziare e dunque non aveva «più scuse per rinviare il voto» sull’accordo di ritiro firmato da Londra e Bruxelles dopo 17 mesi di acceso dibattito. Questo testo stenta a convincere i deputati, che siano a favore di una Brexit senza concessioni o difensori del mantenimento nel club europeo.

Di fronte alla probabilità di un fallimento, Theresa May ha optato per il rinvio del voto a gennaio, una manovra che già mercoledì scorso ha suscitato l’organizzazione di un voto di sfiducia all’interno del proprio partito conservatore. Se alla fine il premier ha ottenuto la fiducia della maggioranza dei deputati tories, più di un terzo di loro l’hanno rinnegata.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE