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Cooperazione contro la tratta dei migranti

· ​Interrogato a Roma il trafficante estradato dal Sudan ·

Non sembra esserci dubbio sull’identità del presunto boss del traffico di esseri umani arrestato in Sudan e estradato in Italia. Notizie di stampa riferivano delle accuse di scambio di persona fatte da amici del trafficante, che ha 35 anni ed è eritreo, ma alla Procura di Palermo non hanno nessun elemento di incertezza. Attraverso la cooperazione tra polizie giudiziarie di vari Paesi, si è arrivati ad ottenere l’estradizione dal Sudan, che i magistrati definiscono un «fatto unico, praticamente storico». 

Si tratta di Medhane Mered Yedhego e viene ritenuto uno dei capi della rete transnazionale che gestisce il traffico di migranti dalla zona subsahariana fino alla Libia e poi verso l’Europa, attraverso i viaggi della speranza sul Mediterraneo. A Roma è arrivato a bordo di un aereo di Stato e proprio nella capitale si svolge l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari, al quale prenderanno parte anche i magistrati palermitani.
Le indagini sono iniziate in seguito alla strage di Lampedusa del 2 ottobre 2013, costata la vita alle 366 persone di cui si è ritrovato il cadavere ma verosimilmente anche alle 20 persone disperse. Da allora, individuate le utenze telefoniche dell’uomo, venivano ascoltate le sue conversazioni. Prima operava a Tripoli, in Libia, poi si è spostato a Karthum, in Sudan.
Nelle ultime ore, cinque scafisti sono stati fermati dalla Polizia di Stato di Ragusa, in Sicilia, nell’ambito delle indagini sullo sbarco a Pozzallo di 223 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia, dopo la partenza dall’Egitto. Tra di loro oltre 70 minorenni non accompagnati, di cui 20 di età inferiore ai 14 anni. Ma bisogna riferire di altri soccorsi, che complessivamente hanno messo in salvo in una giornata mille persone. Erano tutti su diversi natanti alla deriva. A Lampedusa sono giunti 127 migranti che erano stati soccorsi al largo della Libia. Intanto, in tema di migrazioni il Parlamento europeo lancia la sua raccomandazione a seguire lo sviluppo del piano di aiuti ai paesi di origine presentato dalla Commissione, per scongiurare eventuali lacune nel rispetto dei diritti umani. L’Europarlamento chiede anche una vera e propria partnership globale con l'Africa, sottolineando le numerose sfide comuni.

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