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​Conversione ecologica

Linda Lennea «La creazione»

La Pontificia università Gregoriana, in collaborazione con le ambasciate presso la Santa Sede di Georgia, Germania e Paesi Bassi, ospita il 7 e l’8 marzo la conferenza internazionale dedicata agli insegnamenti dell’enciclica Laudato si’. Obiettivo dei lavori è la ricerca di nuove vie che portino a una radicale conversione ecologica delle singole persone e delle comunità economiche, sociali e politiche. L’incontro si è aperto con il saluto del rettore della Gregoriana, il gesuita Nuno da Silva Gonçalves. Sono stati poi letti i messaggi di Papa Francesco e del patriarca Bartolomeo.

Il messaggio di Papa Francesco

A Sua Eminenza il Cardinale Peter Turkson
Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

In occasione della conferenza internazionale intitolata «Conversione ecologica radicale dopo la Laudato si’», le chiedo di trasmettere i miei cordiali saluti e oranti buoni auspici a tutti i partecipanti. Consapevole, in modo particolare in questo tempo di Quaresima, dell’importanza della conversione nel rinnovamento della vita cristiana, che comprende la gestione responsabile del creato, incoraggio tutti i partecipanti a ribadire il loro impegno a promuovere una più profonda riconoscenza per il dono della nostra casa comune. Confido anche che attraverso le loro deliberazioni riusciranno a comunicare meglio al mondo la bella verità che ogni creatura è «oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo. Perfino l’effimera vita dell’essere più insignificante è oggetto del suo amore, e in quei pochi secondi di esistenza, Egli lo circonda con il suo affetto» (Laudato si’, n. 77). Su tutti i presenti a questo importante evento, invoco volentieri l’abbondanza delle benedizioni di Dio Onnipotente.

Francesco

Il messaggio del Patriarca Bartolomeo

È una grande gioia rivolgere un breve messaggio alla conferenza organizzata dalle ambasciate di Georgia, Germania e Paesi Bassi presso la Santa Sede, che si tiene nella Pontificia università Gregoriana sul tema «Conversione ecologica radicale dopo la Laudato si’». Salutiamo cordialmente gli illustri oratori e gli attenti partecipanti, provenienti da ambiti ecumenici e discipline accademiche differenti, che discuteranno sul valore intrinseco della creazione al fine di discernere modi in cui siamo chiamati a prendercene cura e a celebrarla in tutta la sua pienezza.

Negli ultimi anni abbiamo intensificato i nostri sforzi per lavorare insieme a Sua Santità, nostro fratello Papa Francesco, al fine di affrontare i modi in cui potremmo evidenziare le connessioni intime e inerenti tra tutte le creature di Dio. È per questo che nel nostro messaggio congiunto dello scorso 1° settembre abbiamo dichiarato insieme che «il nostro dovere a usare responsabilmente dei beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi».

Attraverso il nostro ministero di sensibilizzare sulla cura del creato, abbiamo sempre sottolineato che non possiamo scindere il modo in cui trattiamo l’ambiente naturale da quello in cui ci relazioniamo con i nostri fratelli e sorelle. Inoltre, abbiamo evidenziato la dimensione di peccato dell’abusare del creato, che si riflette nel modo in cui sfruttiamo gli esseri umani.

È tragico il fatto che isoliamo i vari aspetti della nostra vita al fine di giustificare il nostro comportamento contraddittorio. La conversione — come pentimento o μετάνοια (metanoia) — comporta un ritorno a una visione d’integrità nel modo in cui conduciamo la nostra vita. Non possono esserci due maniere di comportarsi. La nostra predicazione e la nostra condotta non possono essere disconnesse. Oggi conosciamo l’alto prezzo che l’intera creazione paga quando il discorso politico è in conflitto con la nostra orante intercessione e quando i nostri interessi spirituali sono in contrasto con i nostri investimenti societari.

Cari amici, la conversione è più che una semplice correzione. E il pentimento non riguarda solo il rimorso. Sia la conversione sia il pentimento indicano l’importanza di unire le diverse parti del nostro cuore e della nostra vita, di modo che non serviamo più due padroni (cfr. Matteo 6, 24). «Se dunque il tuo occhio è chiaro [o, secondo molte traduzioni, “solo”], tutto il tuo corpo sarà nella luce» (Matteo 6, 22).

Invochiamo su tutti voi — organizzatori e oratori, partecipanti e studenti — la luce di Cristo, vera luce; che la luce del Suo volto illumini i vostri cuori e le vostre deliberazioni.

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19 settembre 2018

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