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Convegno di medicina ildegardiana a Stresa

«L’uomo è una goccia d’acqua attraversata dalle forme del mondo» recita uno degli aforismi di Ildegarda di Bingen. La religiosa e naturalista benedettina medievale è una delle poche donne che occupano un posto nella filosofia occidentale prima dell’età contemporanea, mentre i concetti ispiratori che la legano alla medicina trovano da quasi un millennio una collocazione importante negli studi che coinvolgono trasversalmente le discipline scientifiche a quelle umanistiche. Se ne parlerà al secondo convegno nazionale di medicina ildegardiana «La Discretio di santa Ildegarda nell’approccio integrato delle malattie croniche», che si svolgerà a Stresa il 13 e 14 ottobre. Tra gli organizzatori, Sabrina Melino, un’esperta proveniente dal settore delle grandi multinazionali farmaceutiche, che ha abbandonato dopo essersi appassionata alla cura della persona attraverso rimedi naturali, che produce seguendo i dettami della “Sibilla renana”. Sarà Melino ad aprire i lavori con la relazione Il genio dei rimedi di Ildegarda di Bingen: tra Acqua e Fuoco, Corpo e Anima, seguita dagli interventi di Marta Bertolaso, professore Associato di Filosofia della scienza presso la Facoltà di Ingegneria dell’università Campus Bio-Medico di Roma e Pierfrancesco De Feo, monaco benedettino, docente di Metodologia filosofica e Storia della Filosofia medievale presso il Pontificio Ateneo Anselmianum, Storia della Teologia trinitaria altomedievale e Teologia Spirituale antica e medievale presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Tra i relatori presenti a Stresa anche l’oncologo Mariano Bizzarri, che insegna Patologia Clinica alla Sapienza di Roma, Wighard Strehlow, che dal 1987 organizza, ogni due anni a Costanza, l’International Hildegard Congress, e Christiane Ernst-Paregger che a Bolzano dirige uno studio di medicina ildegardiana. Si parlerà anche della natura “discreta” della fisica quantistica, con Roberto Germano, fisico ed esperto di Trasferimento tecnologico e di arte multimediale. «Tutto, dice Ildegarda, è costituito di quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. Nell’uomo — spiega — spiega Sabrina Melino — questi diventano flegmi contrapposti ovvero flegma secco, flegma umido, flegma schiumoso e flegma tiepido. Dall’equilibrio di questi umori si genera benessere, dal disequilibrio malattia. Fondamentale dice Ildegarda è l’equilibrio tra acqua e fuoco ovvero tra il principale elemento corporeo e il più alto elemento spirituale. La malattia si genera o per eccesso di calore o per eccesso di acqua. In termini moderni potremmo tradurre il linguaggio di Ildegarda come equilibrio tra fluidità e viscosità di membrana, tra fase sol e gel della matrice connettivale, tra corretto metabolismo ed eliminazione di tossine considerando che queste ultime vengono prodotte anche e soprattutto dal nostro stato emotivo e quindi dai nostri pensieri». I pensieri, era solita dire la badessa di Bingen, «entrano come dal fegato» a significare che il processo metabolico viene alterato dalle nostre emozioni e dal nostro modo di vedere noi stessi e gli altri. «Negli ultimi anni — continua Melino — la medicina sta scoprendo le relazioni tra sistema metabolico, nervoso, endocrino. Stiamo rivalutando l’importanza simbolica della malattia come messaggio di disequilibrio, di rigidità interiore all’espressione della nostra parte spirituale. Con grande intuito e lungimiranza Ildegarda l’aveva compreso».

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