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Controlli sulla radioattività nelle scuole di Fukushima

· Ancora senza esito gli sforzi per mettere in sicurezza la centrale nucleare danneggiata ·

La prefettura di Fukushima, quella della centrale nucleare giapponese danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, ha avviato le misurazioni dei livelli di radiazione nei cortili e nei campi da gioco delle scuole. Nei prossimi due giorni, più di 1.400 asili nido, scuole elementari e medie saranno oggetto d’esame sui livelli di radioattività.

Si prosegue, intanto, a disperdere in mare l’acqua meno radioattiva presente nella centrale nucleare di Fukushima, con l’obiettivo di fare spazio per immagazzinare l’acqua molto più radioattiva che è stata contaminata nei reattori 1 e 2 della centrale, i più danneggiati dei sei dell’impianto. Il portavoce governativo, Yukio Edano, ha detto oggi che il Governo stesso seguirà con grande attenzione l’impatto nell’oceano del rilascio di acqua con bassa radioattività da parte di Tepco, la compagnia privata responsabile delle centrali nucleari giapponesi. Edano ha detto che «è una priorità verificare le conseguenze sulla flora e sulla fauna marina» anche se a suo giudizio la bassa radioattività dell’acqua lascia ipotizzare una rapida diluizione della contaminazione.

La Tepco ha cominciato ieri a riversare nell’oceano 11.500 tonnellate di acqua dei reattori 5 e 6, quelli che non appaiono danneggiati in modo significativo, previa via libera dell’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare, per accelerare sui lavori di messa in sicurezza dell’impianto. L’iniziativa è legata anche ai tempi tecnici d’arrivo della prima megafloat , l’isola galleggiante in cui stoccare i liquidi radioattivi. La Tepco ha ordinato quattro strutture di questo tipo e l’arrivo della prima è previsto per la prossima settimana.

Per bassa che sia la radioattività dell’acqua versata in mare dalla Tepco, essa concorre comunque ad aggravare una situazione già di per sé preoccupante. Le ultime rilevazioni, su campioni d’acqua di mare prelevati nel mare davanti alla centrale il 2 aprile mostrano infatti quantitativi di iodio-131 superiori di sette milioni e mezzo di volte alla norma. Il cesio-137, invece, è di 1,1 milioni di volte superiore ai limiti consentiti. Se il potenziale inquinante dello iodio ha una durata di circa 8 giorni, il decadimento del cesio radioattivo avviene invece in trent’anni. I tecnici che lavorano all’impianto stanno cercando di capire quale sia la via attraverso la quale l’acqua radioattiva (che si ritiene provenga dal nucleo del reattore numero 2) arrivi in mare. Varie zone dei reattori 1, 2 e 3 di Fukushima sono inondate con acqua molto contaminata, che rende estremamente difficili gli sforzi per tentare di raffreddare i reattori stessi.

Nel frattempo, la Tepco ha reso noto che pagherà indennizzi provvisori a residenti e agricoltori colpiti dalla crisi nucleare. Secondo quanto riferito oggi dalla stampa giapponese, la Tepco farà una stima provvisoria, in consultazione con il Governo, dei risarcimenti da versare affinché i pagamenti avvengano quanto prima. Il ministro dell’Economia, Commercio e Industria, Banri Kaieda, ha spiegato di aver disposto «l'erogazione immediata tutte le volte che risulti possibile da definire». La Tepco ha dato la disponibilità a rimborsare le popolazioni delle spese mediche e della perdita di reddito a causa dello sgombero dalla zona del disastro. Nel raggio dei venti chilometri dalla centrale danneggiata sono stati fatti sgomberare i circa ottantamila residenti, mentre un’ulteriore fascia di dieci chilometri come un’area di rispetto. Livelli di radioattività molto più alta del consentito sono stati però già registrati al di fuori di tale area di trenta chilometri di raggio.

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