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Controffensiva curda nel nord dell’Iraq

· Riconquistate alcune località finite sotto il controllo dei miliziani ·

Un combattente curdo nei pressi di Mosul (Afp)

Prosegue, con successo, la controffensiva delle forze curde nel nord dell’Iraq impegnate ad arginare l’avanzata dei miliziani dello Stato islamico. Dopo la riconquista della grande diga di Mosul — di forte valore strategico essendo la struttura di vitale importanza per almeno metà del Paese — i combattenti curdi hanno annunciato ieri di aver sottratto al controllo dei jihadisti alcune località situate nelle aree settentrionali del Paese. In questo scenario un importante contributo è dato dai raid aerei statunitensi che da giorni stanno compiendo attacchi per colpire le postazioni dei miliziani dello Stato islamico.

Ieri il presidente statunitense, Barack Obama, ha salutato con viva soddisfazione la riconquista della diga di Mosul (era caduta nelle mani dei jihadisti il 7 agosto). Una riconquista, ha detto il capo della Casa Bianca, che rappresenta «un passo importante» ottenuto «dalle forze irachene con il sostegno delle forze statunitensi».

Per quanto riguarda gli aiuti alle popolazioni sofferenti, in fuga dalle violenze, Obama ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando di realizzare una «coalizione internazionale» per far fronte alla crisi umanitaria nel nord dell’Iraq. In tal senso, ha detto Obama, Washington «lavorerà con il Governo iracheno e con partner come Gran Bretagna, Francia, Italia e Australia, per fornire acqua e assistenza alle persone che sono state costrette a fuggire dalle loro case».

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15 dicembre 2019

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