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Controffensiva in Afghanistan

· Le forze di sicurezza riconquistano territori ai talebani ·

Le forze di sicurezza afghane hanno ripreso ieri ai talebani il controllo del distretto di Khanabad, nella provincia settentrionale di Kunduz. Lo ha confermato un portavoce dell’esercito di Kabul, precisando che nella controffensiva sono stati uccisi 43 combattenti.

Agente della sicurezza afghana impegnato nei combattimenti a Kunduz (Afp)

La conquista del distretto da parte dei talebani, con la conseguente chiusura della statale di collegamento con la vicina provincia di Takhar, aveva allarmato fortemente le autorità locali e la popolazione, che temevano una ulteriore avanzata dei miliziani verso Kunduz, capoluogo dell’omonima provincia settentrionale già occupato dagli estremisti dieci mesi fa. A prescindere dall’esito della battaglia per Khanabad, l’allarme è massimo perché esistono indizi secondo cui l’attuale offensiva degli insorti sia più complessa e articolata di quella dello scorso anno, con il consolidamento di posizioni in tutta la provincia e azioni, come l’interruzione della erogazione di energia elettrica a Kunduz, che hanno un impatto forte sulla popolazione. Dieci mesi fa, l’ingresso dei militanti a Kunduz provocò intensi scontri armati, casa per casa, la fuga di quasi 20.000 residenti e il bombardamento di un ospedale di Medici senza frontiere, che causò oltre 40 morti. Quest’anno _ indicano gli analisti — i talebani hanno mostrato di poter tenere aperti più fronti su tutto il territorio nazionale, impegnando ovunque le forze di sicurezza afghane e, quindi, impedendo l’invio di rinforzi nelle zone dove l’emergenza è più grande. Oltre a Kunduz, infatti, la situazione è molto grave sia a sud nella provincia di Helmand, storico bastione in cui le autorità locali hanno perso il controllo di vari distretti, sia a est, in Nangarhar, dove, oltre a una evidente presenza di militanti del cosiddetto Stato islamico, sembra che i talebani stiano per impossessarsi del distretto di Hesarak.

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