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Contro
ogni violenza

· ​Condanna del Wcc agli attacchi terroristici in Medio oriente ·

Ginevra, 11. Ferma condanna per le recenti violenze in Medio oriente, a Damasco, Baghdad e Gerusalemme, da parte del segretario generale del World Council of Churches (Wcc), reverendo Olav Fykse Tveit, il quale ha chiesto alla comunità internazionale maggiori sforzi per poter giungere a una pace possibile in quell’area. Un appello per fermare ogni forma di estremismo, violenze e stragi di innocenti con i quali si cerca di creare solchi fra i popoli. «Ancora una volta — ha detto il segretario generale del Wcc — molte persone intente a vivere la propria vita quotidiana in occasione delle feste hanno dovuto subire attacchi violenti e inammissibili». Tre città del Medio oriente, infatti, sono state colpite dalla violenza lo stesso giorno: «Condanniamo ogni atto di terrore e di violenza e oggi siamo in lutto per la perdita di tante vite preziose; un lutto che accompagniamo con preghiere per le vittime e le loro famiglie. Oggi — ha proseguito Fykse Tveit — dobbiamo essere uniti nella condanna di queste terribili azioni per condurre il mondo in un cammino per la pace e la giustizia. Con determinazione dobbiamo fermare la violenza perpetrata dagli estremisti. La popolazione di Gerusalemme ha subìto un altro terribile attentato. Un camion, nuovamente, è diventato strumento, arma, di morte. Questo ulteriore atto di violenza inaudita — ha sottolineato il segretario generale del Wcc — deve essere condannato da ogni essere umano, indistintamente. Ogni singola vita è preziosa, in quattro l’hanno persa a Gerusalemme, tre donne e un uomo, tutti ventenni, e molte altre persone sono rimaste ferite, gravemente. A Damasco cinque persone sono state uccise e quindici sono rimaste ferite per l’esplosione di un’autobomba poco fuori la capitale. In Iraq, un’altra autobomba ha colpito donne, uomini e bambini raccolti in un mercatino di Baghdad est, uccidendone almeno dodici e ferendone altre dieci». Fykse Tveit, assicurando che il World Council of Churches è vicino nella preghiera con la speranza, incrollabile, in un futuro di pace, ha detto ancora: «Cerchiamo nella misericordia l’amore e la grazia di Dio, la forza per continuare a sperare; lo stiamo facendo anche con il nostro pellegrinaggio di giustizia e di pace. Ora, è il momento di costruire una leadership internazionale responsabile per giungere a soluzioni politiche per la pace e la giustizia in questa regione del mondo da troppo tempo militarizzata e segnata da traumi e sofferenze».

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