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Contro ogni nazionalismo

· Commemorazioni per il centenario della prima guerra mondiale ·

Continuano In tutto il mondo le celebrazioni per commemorare i cento anni dall’inizio della prima guerra mondiale: una tragedia che sconvolse l’intera Europa con oltre sei milioni di morti, ma che non fu ancora abbastanza per scongiurare, pochi anni dopo, un secondo conflitto ancora più esteso.

A Londra, l’arcivescovo di Westminster, cardinale Vincent Gerard Nichols, ha presieduto lunedì una celebrazione liturgica nella cattedrale alla presenza di numerosi fedeli, durante la quale il porporato ha ricordato quanto sia stato terribile lo scoppio della guerra e l’invasione del Lussemburgo e del Belgio da parte dei tedeschi. «Nessuno poteva immaginare — ha sottolineato il cardinale — che da lì a poco sarebbero stati uccisi milioni di persone: militari e civili. Siamo qui riuniti per ricordare il loro sacrificio e commemoriamo il loro eroismo, la loro lealtà, il loro coraggio in circostanze difficili. Nella nostra tradizione cattolica, noi preghiamo per loro. Preghiamo per il riposo delle loro anime con la presenza pacifica di Dio e preghiamo per la loro resurrezione. Quando risorgeranno — ha concluso il cardinale — vivranno per sempre alla presenza gloriosa di Dio. Questa è la nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. Siamo orgogliosi di professarla, soprattutto in questo giorno solenne».

«Superare l’egoismo degli Stati nazionali» è stato invece il cuore dell’appello che i vescovi tedeschi hanno lanciato nel fare memoria delle cause che hanno scatenato il conflitto. I presuli hanno ricordato anche il comportamento coraggioso di singoli cattolici — laici, preti, cappellani militari, vescovi — che hanno cercato di diffondere uno spirito di riconciliazione in mezzo al disastro.

Anche  l'arcivescovo di Trento, monsignor Luigi Bressan, partecipando al cinquantunesimo pellegrinaggio degli alpini in Adamello, ha affermato con forza il “no” «all’esaltazione della violenza e dei nazionalismi».

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26 gennaio 2020

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