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Contro ogni forma di odio

· Messaggi alla comunità islamica per l’inizio del Ramadan ·

Alla società spetta il «dovere di respingere l’odio e la persecuzione e lavorare per una convivenza pacifica e fiduciosa, e ciò è particolarmente vero per i rappresentanti delle religioni, perché senza la pace tra religioni e culture non c’è pace nella nostra società»: è quanto scrive il cardinale Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca e arcivescovo di München und Freising, in un messaggio alla comunità musulmana in Germania, in occasione del Ramadan. Quest’anno il mese sacro per i musulmani cade nel mese di maggio, ma il suo inizio varia da Paese a Paese di circa un giorno, a seconda della luna nuova. In Qatar, Indonesia, Libano, Siria, Egitto, Emirati, Bahrain, Arabia Saudita, Algeria e Turchia è iniziato lunedì 6, mentre per Marocco, Pakistan e India il Ramadan inizia oggi, martedì 7. Si tratta di un periodo di preghiera e digiuno, durante le ore diurne, che terminerà il 3 giugno con la festa della rottura del digiuno, chiamata Eid al-Fitr.

Nel suo messaggio, il cardinale Marx ha espresso la sua «profonda preoccupazione per i ripetuti attacchi perpetrati contro luoghi di culto» (moschee, sinagoghe e chiese), «crimini vergognosi che non devono essere minimizzati in alcun modo. In una società aperta, nessuno dovrebbe provare paura quando entra in una casa di preghiera». Facendo riferimento alla dichiarazione sottoscritta recentemente dal Papa e dal grande imam di al-Azhar, il porporato ha affermato che «una società culturalmente e religiosamente plurale, come la nostra, può affrontare al meglio le tensioni che a volte possono sorgere se l’ordine dello Stato non fa differenza tra i cittadini in base all’appartenenza religiosa», cosa che «non avviene in molte parti del mondo». Di qui l’invito a «trasmettere il valore del rispetto in particolare ai giovani — continua il messaggio — poiché lavoreranno e vivranno insieme per lungo tempo nella società plurale che abbiamo creato». Per il presidente della Conferenza episcopale tedesca è un «segno bellissimo» che ci sia ora «l’abitudine da parte dei credenti musulmani di invitare persone di altre religioni nei tempi in cui si rompe il digiuno: è spazio per l’ospitalità e per abbattere i pregiudizi».

Che il Ramadan sia anche «un’occasione perché davanti a Dio si riscoprano le ragioni della pace per tutti, indistintamente» è l’augurio espresso da monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. «Mi auguro che la preghiera di questo mese possa liberare energie di amore e di pace nel mondo». Il presule ricorda come il Ramadan quest’anno cade in un clima fortemente segnato da attacchi e violenze contro fedeli in preghiera, cristiani, musulmani ed ebrei. Prima la strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Poi gli attacchi alle chiese e agli alberghi in Sri Lanka nel giorno di Pasqua. E infine, la sparatoria in una sinagoga di San Diego, negli Stati Uniti. «Credo che siamo di fronte a identità malate — ha osservato il vescovo — identità che vogliono lo scontro, che pensano di vivere, di crescere in maniera identitaria scontrandosi con gli altri. Ma un’identità che si scontra, che uccide, che elimina, che crea muri non sarà mai un’identità vincente. Da cristiani, Gesù ce lo mostra e ordina a quel suo caro amico e discepolo di rimettere la spada nel fodero. La violenza — ha concluso — provoca solo violenza. È drammatico ogni volta assistere a questi attacchi contro uomini e donne in preghiera. Una preghiera vera e sincera non può che liberare energie di pace e di amore nel mondo».

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24 agosto 2019

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