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Contro l’islamofobia

· ​Le reazioni internazionali dopo il sanguinoso attentato di Christchurch ·

Si moltiplicano nel mondo le reazioni al tragico attentato compiuto ieri da un’estremista di destra a Christchurch, in Nuova Zelanda, contro i fedeli musulmani raccolti in preghiera in due moschee.

La moglie di una delle vittime dell’attentato (Reuters)

Alle condanne espresse praticamente da tutti i governi del mondo, si accompagnano anche iniziative di natura diplomatica. Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha infatti chiesto una riunione urgente dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) per discutere dell’attacco terroristico. In una conversazione telefonica con il suo omologo turco Mevlüt Çavuşoğlu, in qualità di presidente di turno dell’Oic, Zarif ha deplorato l’accaduto e sollecitato gli stati musulmani a mostrare una reazione adeguata all’attacco.
Il ministro degli esteri turco ha dal canto suo definito «irresponsabili» quei politici e quei media che incoraggiano «la xenofobia, le tendenze islamofobiche e i discorsi di incitamento all’odio contro i musulmani», affermando che «sono tanto responsabili per gli attacchi alle moschee in Nuova Zelanda quanto chi ha agito materialmente». E contro l’islamofobia si è espresso ieri anche il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. «Tutti i giorni — ha dichiarato — dobbiamo stare uniti contro l’odio verso i musulmani e tutte le forme di fanatismo e terrore. Sono rattristato e condanno con forza l’uccisione di gente innocente mentre pregava pacificamente nelle moschee».

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