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Contro l’inquinamento del suolo

· Un’azione urgente chiesta dalla Fao ·

Un’azione urgente per affrontare l’inquinamento del suolo e contenere le molteplici minacce alla sicurezza alimentare globale e alla qualità igienico sanitaria del cibo. È la richiesta della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l'agricoltura) in occasione della Giornata mondiale per la protezione del suolo, celebratasi ieri. L’organizzazione punta il dito in particolare contro le migliaia di sostanze chimiche prodotte commercialmente su larga scala, sui rifiuti di plastica ed elettronici, e sulle acque inquinate non trattate che — si legge in una nota — «possono diventare una fonte di inquinamento del suolo, aprendo la strada all’entrata degli inquinanti nella catena alimentare con gravi conseguenze per la salute delle persone». 

Il problema dell’inquinamento dei terreni «può essere invisibile e sembra lontano, ma tutti quanti e tutti i luoghi sono colpiti» si legge nel comunicato della Fao, pubblicato sul suo sito. «Con una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i nove miliardi — continua la nota — l’inquinamento del suolo è un problema globale che degrada i nostri terreni, avvelena il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo. L’entità del problema è sconosciuta e non ci sono dati certi disponibili su scala mondiale».
Circa il 33 per cento dei terreni nel mondo è fortemente degradato. «Il loro stato si sta deteriorando a un ritmo allarmante» ha dichiarato la vicedirettrice generale della Fao, Maria Helena Semedo, alla cerimonia della giornata mondiale tenutasi presso la sede della Fao a Roma. «Le attività umane — ha spiegato la dirigente — sono la principale fonte d’inquinamento del suolo. È nelle nostre mani adottare pratiche di gestione sostenibile dei terreni». Semedo ha quindi invitato i paesi ad «aumentare significativamente gli investimenti per avere terreni sani».

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10 dicembre 2018

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