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Per arginare
la deriva populista

· ​I vescovi austriaci sull’ipotesi di limitare il diritto di asilo ·

L’Austria sarà ancora uno dei Paesi europei più accoglienti verso i rifugiati? Mentre la questione migratoria si inserisce definitivamente in un dibattito politico dominato dal partito populista e xenofobo Freiheitliche Partei Österreichs (Fpö), la Conferenza episcopale austriaca si sforza di calmare le acque.

Profughi presso la stazione austriaca di Nickelsdorf, al confine con l’Ungheria

I vescovi sottolineano in particolare il divario esistente fra la constatazione della buona integrazione dei nuovi arrivati — di cui la Chiesa è uno dei principali artefici — e la situazione allarmante presentata dal Governo al fine di giustificare l’applicazione di una legislazione più restrittiva in materia di diritto d’asilo, il cui obiettivo è di trattenere l’elettorato tentato dal programma della Fpö in vista del prossimo scrutinio di dicembre. Di fatto il Governo di coalizione ha recentemente stimato che il Paese si trova in “stato d’emergenza” a causa della presenza dei rifugiati sul suo territorio e che è necessario limitare il diritto di asilo in Austria. Vienna ha perciò presentato un progetto di “decreto d’emergenza” che prevede la possibilità di respingere i migranti alle frontiere senza offrire loro la possibilità di presentare una domanda d’asilo. In un comunicato pubblicato il 5 ottobre, l’episcopato si è opposto a questa procedura, ritenendo che «l’affermazione implicita secondo la quale la salvaguardia dell’ordine pubblico è ormai in pericolo» è «difficilmente comprensibile».

di Charles de Pechpeyrou

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17 luglio 2019

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