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Contro le discriminazioni

· In Pakistan i vescovi chiedono un ministero per le minoranze ·

Promuovere la libertà di pensiero, estirpare la corruzione, contrastare la discriminazione religiosa anche attraverso la creazione di un ministero per le minoranze: questi, in estrema sintesi, gli auspici della Commissione nazionale per la giustizia e la pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana che, in una dichiarazione, si rivolge al nuovo governo guidato da Imran Khan porgendo gli auguri ed esprimendo apprezzamento per la transizione democratica avvenuta con successo. Nella nota — firmata tra gli altri da monsignor Joseph Arshad, vescovo di Islamabad-Rawalpindi e presidente della Ncjp — viene spiegato che, per garantire il massimo della rappresentanza politica, il nuovo dicastero dovrebbe essere istituito sia a livello provinciale che federale.

«La prima responsabilità del governo è proteggere le minoranze. Il Pakistan appartiene alle minoranze tanto quanto alla maggioranza. Collaboreremo con il neo eletto esecutivo in ogni modo, per il progresso e la pace», si assicura. Secondo il direttore nazionale della commissione, padre Emmanuel Yousaf, il governo «deve rafforzare le istituzioni democratiche, promuovere lo stato di diritto, prestare particolare interesse verso sanità, educazione e benessere sociale», secondo la visione di Muhammad Ali Jinnah, considerato il padre-fondatore del Pakistan. Il documento — ripreso da AsiaNews e dall’agenzia Fides — riporta inoltre le crescenti preoccupazioni tra gli attivisti liberali e i leader delle minoranze. Molti hanno espresso riserve sull’aumento dei prezzi, sull’assenza di esponenti delle minoranze nel nuovo governo e su alcune pubblicità rivolte agli “spazzini cristiani”. Al riguardo Anjum James Paul, direttore della Pakistan Minorities Teachers’ Association, lamenta: «I cristiani sono stati privati dei loro diritti umani fondamentali» e «il nostro cuore è infranto quando leggiamo che l’unico compito dei cristiani è spazzare le strade».

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18 agosto 2019

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