Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Contro la droga
con giustizia e verità

· ​Lettera pastorale dell’episcopato filippino ·

Manila, 6. «Il Signore non gode della morte del malvagio». Richiamandosi a un celebre passo del profeta Ezechiele, i vescovi delle Filippine hanno rinnovato la loro contrarietà alle brutali modalità di contrasto al traffico e al consumo di droghe, che rischiano di trasformare il Paese, soprattutto nelle sue aree più povere e depresse, in una sorta di «regno del terrore». È quanto si sostiene nella lettera pastorale, letta domenica in tutte le chiese, che interviene nell’acceso dibattito sulla liceità delle esecuzioni extragiudiziali — che in sei mesi hanno procurato la morte di circa settemila persone fra presunti spacciatori e consumatori di droga — come pure sull’introduzione della pena capitale, sostenuta apertamente dal presidente Rodrigo Duterte. Una presa di posizione che ricalca quanto già espresso in numerose altre occasioni dalla stesso episcopato. Solo pochi giorni fa, riuniti a Manila per la consueta assemblea plenaria, i presuli hanno ribadito senza mezzi termini, e suscitando la reazione risentita degli organi governativi, che «affrontare la violenza con la violenza non risolverà nulla».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

25 aprile 2019

NOTIZIE CORRELATE