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Contro
la cultura dell’odio

· Messaggio dei vescovi statunitensi dopo la sparatoria a El Paso ·

Un appello a «smettere di usare un linguaggio pieno di odio che ci umilia e ci divide e motiva alcuni a violenze orribili» è stato lanciato dall’episcopato statunitense in riferimento alla sparatoria avvenuta il 4 agosto a El Paso, in Texas, dove ventidue persone, molte di origine ispanica, sono state uccise dal ventunenne Patrick Cursius. In un messaggio congiunto, monsignor Joe Steve Vásquez, presidente della commissione per le migrazioni, monsignor Frank Joseph Dewane, presidente della commissione per lo sviluppo sociale, e monsignor Shelton Joseph Fabre, presidente del comitato contro il razzismo, sottolineano che «la retorica e le idee piene di odio possono diventare la motivazione per commettere atti di violenza, almeno da parte di alcuni», perché in fondo sono stati «l’odio e la dura retorica che hanno fatto da eco alle spiegazioni date dal killer di El Paso, ma anche di chi ha attaccato la sinagoga di Pittsburgh e la chiesa di Charleston».

Fabre ha precisato inoltre che il razzismo di oggi non è «una questione di neri e bianchi», ma, come spiegato nella lettera pastorale contro il razzismo pubblicata a novembre dalla Conferenza episcopale, «questo è un male che colpisce tutti e tutte le comunità».

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26 agosto 2019

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