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Contro il razzismo

· Iniziativa ecumenica negli Stati Uniti nello spirito di Martin Luther King ·

«Non è immorale essere poveri… È immorale rendere le persone povere con le nostre azioni come governo e come popolo». Questo è uno degli slogan della campagna #PoorPeoplesCampaign, nata in seno ai Moral Mondays (“i lunedì della moralità”), iniziativa per i diritti civili che ha avuto luce nel 2013 negli Stati Uniti, per opera di William Barber, pastore della chiesa cristiana di Greenleaf dei Discepoli di Cristo in North Carolina. Barber è anche membro del consiglio direttivo della National Association for the Advancement of Colored People (Naacp). Anche la pastora e attivista presbiteriana Liz Theoharis, di New York, è alla testa di questa campagna di protesta interreligiosa e interculturale che nei giorni scorsi ha coinvolto trentadue stati americani con diverse manifestazioni tese a rinnovare il messaggio di Martin Luther King. «Sono molto ottimista — ha dichiarato Theoharis — sul fatto che i veri eroi e le eroine del nostro paese si uniscano per varcare tutti i confini che di solito ci dividono: razza, genere, condizione economica, appartenenza politica»
La “campagna dei poveri” è partita ufficialmente il 4 dicembre scorso, a cinquant’anni dalla prima campagna di Martin Luther King il cui scopo era quello di radunare migliaia di poveri afroamericani, indiani, portoricani e di altre nazionalità in una marcia a Washington, per chiedere al governo statunitense aiuti economici per le fasce sociali più deboli.

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