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Contro Hitler e Mussolini

· L'azione di Pio XII e della sua Chiesa durante la Shoah ·

Titoli a effetto ma che rispecchiano fatti storicamente innegabili e sui quali si sta lentamente assestando un consenso sempre più largo: sono usciti in Spagna due libri divulgativi che si aggiungono all’affollata bibliografia sulla controversa azione di Pio XII durante la seconda guerra mondiale e di cui dà conto il settimanale «Alfa y Omega».

Il primo (El secuestro de Pío XII, Ciudad Nueva) è la traduzione del volume di Mario Dal Bello La congiura di Hitler (Città Nuova), mentre il secondo è di Carlos Ros (Pío XII versus Hitler y Mussolini, Editorial Monte Carmelo). I due autori non si propongono nuove rivelazioni ma piuttosto di divulgare acquisizioni storiografiche che restituiscono alla storia i suoi diritti, prima ancora che a Pacelli e alla sua Chiesa il loro ruolo in quell’ora buia della storia nella protezione dei perseguitati. Come riconobbe il diplomatico israeliano Pinchas Lapide, quando sottolineò che Pio xii aveva salvato più ebrei di tutti i leader politici occidentali.

E a quest’opera di salvataggio, con particolare riferimento al periodo tra l’ottobre del 1943 e il giugno 1944, è dedicato il documentario «Lo vuole il Papa» che andrà in onda mercoledì primo aprile su Tv2000. L’azione svolta da Pio XII trova conferma nelle cronache di quattro monasteri femminili romani. Il documentario, a cura di Antonello Carvigiani e per la regia di Andrea Tramontano, raccoglie per la prima volta questi quattro preziosi documenti scritti dalle religiose dell’epoca.

E su una delle figure, quella di Giovanni Palatucci, che durante l’occupazione nazista si prodigò per salvare gli ebrei e riguardo al quale negli ultimi tempi si è aperto un acceso dibattito, interviene — sul «Corriere della Sera» di sabato 28 marzo — Matteo Luigi Napolitano, dell’università degli Studi del Molise, che respinge la tesi del Primo Levi Center di New York secondo cui Palatucci fu un «volenteroso esecutore della legislazione razziale» e che «dopo aver giurato alla Repubblica Sociale di Mussolini, collaborò con i nazisti». «Inutile sottolineare — scrive Napolitano — che i documenti non dicono ciò».

Nei giorni scorsi il quotidiano «Avvenire» aveva riportato la testimonianza di un’ebrea, Renata Conforty Orvieto, la quale sottolinea che, se non fosse stato per Palatucci, non sarebbe mai nata. Sulla base di quanto le riferì sua madre, Renata ricorda che la salvezza dei suoi genitori — era l’agosto del 1941 — avvenne grazie al concorso di Giovanni Palatucci e Antonio Bertone: entrambi sarebbero stati poi nominati Giusti fra le Nazioni.

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27 maggio 2019

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