Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Contrasti accantonati

· Passi in avanti dell’Ue sulla questione dei profughi e migranti ·

-Sembrano almeno per il momento accantonati i contrasti all’interno dell’Unione europea sulla vicenda dell’aumentato afflusso di profughi e migranti. Il vertice dei capi di Stato e di Governo dei ventotto Paesi, concluso a tarda notte a Bruxelles, a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ha raggiunto l’obiettivo di ricucire le spaccature evidenziate nelle ultime settimane di fronte a quella che nel documento finale dell’incontro viene definita «una crisi senza precedenti». 

Il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel al vertice di Bruxelles (Afp)

Una crisi dalle terrificanti conseguenze per migliaia tra quanti cercano nel Mediterraneo di raggiungere le coste europee e che continua a sfociare in tragedie anche sul territorio dell’Unione. L’ultima si è consumata in nottata all’ingresso francese dell’Eurotunnel, il collegamento ferroviario sotto la Manica. Un giovane dell’apparente età di vent’anni è stato travolto da una navetta ferroviaria della manutenzione, secondo quanto riferito dall’emittente Bfm Tv. Dall’inizio dell’estate ci sono stati altri dieci morti in analoghi tentativi di raggiungere la Gran Bretagna. Nel vertice a Bruxelles, anche Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania, che martedì avevano votato contro il piano di ridistribuzione dei profughi, approvato a maggioranza qualificata, hanno avallato stavolta le decisioni. «L’atmosfera è stata migliore delle mie attese. Sono soddisfatto», ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, mentre Tusk ha parlato di «momento simbolico» perché si è messo fine al «gioco rischioso del biasimo reciproco». Fra le misure decise c’è quella di realizzare entro il mese di novembre al più tardi, i cosiddetti “hotspot” i centri nei quali le istituzioni comunitarie e le agenzie internazionali assisteranno le autorità dei Paesi di arrivo di profughi e migranti. Qui ci saranno identificazione e registrazione e saranno organizzate sia la ridistribuzione sia i rimpatri.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE