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Conto alla rovescia per il salvataggio della Grecia

· Trichet accelera per l'approvazione del piano che deve scattare prima della metà di maggio ·

Il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, stringe i tempi per un accordo sul salvataggio della Grecia. «Ho fiducia — ha detto Trichet, ieri, al vertice del Consiglio europeo in Lussemburgo — che le trattative andranno per il meglio». Ma per Atene la situazione si fa sempre più complicata: secondo la Banca centrale greca il pil nel 2010 potrebbe calare oltre il due per cento. E intanto la data critica si avvicina: secondo il ministro delle Finanze ellenico, George Papaconstantinou, gli aiuti dovranno entrare in funzione prima del 19 maggio, quando andranno a scadenza dei bond per nove miliardi di euro.

Ora l'ago della bilancia è Berlino. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dichiarato ieri che la Grecia deve fare la sua parte, ma «un'eventuale uscita dall’euro non è un’opzione». Un chiaro messaggio di distensione: l'Esecutivo conservatore guidato all'ex allieva di Helmut Köhl ha fiducia nella possibilità di varare al più presto un piano di salvataggio. Berlino, insomma, resta sulla sua posizione, quella di non fare sconti alla Grecia, ma apre uno spiraglio alle trattative. «La Germania darà il suo aiuto — ha assicurato Merkel — se ci saranno adeguate condizioni; ci sentiamo obbligati soprattutto per la stabilità dell’euro».

Ma a parlare in questo modo — dicono gli analisti — è un cancelliere preoccupato soprattutto degli equilibri politici interni, sapendo bene che dalla questione greca, in cui la Germania è pienamente coinvolta — il Paese detiene la quota maggiore nel capitale Bce — dipende l'esito delle cruciali elezioni nel Nord-Reno Westfalia. Sotto questo profilo, una scelta troppo facile in favore degli aiuti potrebbe non essere apprezzata dall'opinione pubblica. Se la Grecia — ha spiegato il cancelliere — «è pronta ad accettare dure misure, non solo per un anno ma per diversi anni, allora ci saranno buone possibilità di assicurare la stabilità dell’euro per tutti». Ho fiducia — ha poi aggiunto — «nelle trattative tra il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Grecia».

La replica del ministro delle Finanze Papaconstantinou non si è fatta attendere: la Grecia è pronta ad annunciare nuove misure anti-deficit a conclusione dei negoziati ad Atene con la commissione Ue, la Bce e il Fmi. «Questa — ha spiegato il ministro in un comunicato — è la direzione che sottoscriveremo e tradurremo in specifiche misure e politiche, che saranno annunciate non appena la procedura sarà completata». Il ministro ha poi assicurato che il Governo ha obiettivi condivisi con la missione che attualmente si trova ad Atene per mettere a punto i dettagli del piano di assistenza finanziaria da 45 miliardi di euro. «Il nostro approccio comune è semplice — ha spiegato Papaconstantinou — la Grecia deve drasticamente tagliare il suo deficit nei prossimi anni, controllare il suo debito e fare tutti gli aggiustamenti strutturali in grado di rendere più competitiva l’economia».

Finora la posizione dei tedeschi sugli aiuti ad Atene non è mai stata del tutto chiara. Ieri il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, non ha usato mezzi termini: «Dare i soldi troppo presto allontanerebbe la Grecia dal dovere di fare prima i suoi compiti a casa con la necessaria diligenza e disciplina». Westerwelle ha poi precisato che la decisione tedesca «può andare in qualunque direzione». Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha già incontrato i leader dei principali partiti per discutere un disegno di legge da sottoporre in parlamento in tempi brevi così da permettere l’erogazione degli aiuti. Dopo la riunione Schäuble ha affermato che tutti i partiti si sono detti «sostanzialmente pronti ad aiutare finanziariamente la Grecia in pericolo». Per il ministro il progetto di legge — che potrebbe essere predisposto entro la prossima settimana — permetterebbe di erogare aiuti per 8,4 miliardi di euro attraverso una banca di Stato. Condizione preliminare, tuttavia, è il raggiungimento di un solido accordo fra Atene e il Fondo monetario internazionale su un pacchetto di tagli di bilancio. Accuse al Governo sono arrivate dal leader dell’opposizione socialdemocratica, Sigmar Gabriel, secondo il quale l'Esecutivo sarebbe colpevole di «voler rimardare una decisione definitiva fino alle elezioni del prossimo 9 maggio».

I dubbi della Germania alimentano l’incertezza dei mercati. Lo spread tra i rendimenti dei decennali greci e tedeschi è avanzato ieri fino a un nuovo massimo da dodici anni di 663 punti base, mentre l’euro è tornato a indebolirsi e tiene a fatica la soglia di 1,33 dollari. Oggi la Borsa di Atene ha aperto in ribasso. Dopo le prime contrattazioni, l’Indice generale ha fatto segnare perdite di oltre l’1 per cento mentre il Paese è teatro di nuove proteste e si annunciano altri scioperi. Manifestazioni ad Atene e Salonicco sono state convocate dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy contro il piano di austerità e l’intervento del Fmi e saranno semiparalizzati i trasporti urbani i cui dipendenti egualmente protestano. Mentre nuove manifestazioni e proteste si preannunciano per il 1 maggio, il sindacato del settore privato Gsee si prepara a uno sciopero all’inizio di maggio.

Secondo il banchiere centrale greco, George Provopoulos, il Paese dovrebbe sorprendere i mercati finanziari tagliando il deficit di almeno il cinque per cento, se vuole tornare a essere credibile. Al contrario, «per invertire la rotta negativa — ha aggiunto — dobbiamo sorpassare noi stessi e sorprendere favorevolmente i mercati, raggiungendo obiettivi più grandi di quelli che ci eravamo posti».

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