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​Continuano le operazioni militari contro l’Is

· ​Un nuovo video diffuso dal gruppo jihadista conferma la strategia di corruzione e violazione dell’infanzia ·

Soldati iracheni sulla strada di Tikrit (Reuters)

Le operazioni militari contro il cosiddetto Stato islamico (Is) hanno fatto registrare negli ultimi giorni importanti sviluppi sul piano strategico, secondo quanto sostenuto sia dai responsabili delle forze irachene sia dal comando della coalizione internazionale a guida statunitense. La risposta dell’Is tenta ancora una volta di dettare l’agenda dell’informazione, mettendo in secondo piano le sconfitte subite. Un ennesimo filmato ha confermato ieri una studiata strategia di corruzione e di violazione dell’infanzia: un bambino trasformato in boia di un presunto collaboratore dei servizi d’informazione israeliani è il protagonista dell’ultima atrocità mostrata dalla propaganda jihadista. Un analogo video l’Is aveva messo in rete due mesi fa. 

Al tempo stesso non si ferma gli attentati: le esplosioni di diverse autobombe — sette in rapida successione, secondo le prime informazioni — hanno causato oggi numerosi morti, compresi diciassette agenti della sicurezza, a Ramadi, il capoluogo della provincia irachena di Al Anbar.
Dai fronti siriani il comando della coalizione internazionale ha riferito che i raid aerei hanno interrotto la principale via di comunicazione con l’Iraq usata dai miliziani jihadisti. I bombardamenti hanno colpito e distrutto nell’area della città siriana di Tal Hamis le postazioni dei miliziani lungo la strada 47, quella usata per spostare uomini e materiali.

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16 luglio 2019

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