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Continua il dialogo tra le Coree

· ​Delegazione del Sud a Pyongyang ·

Una delegazione del governo sudcoreano è arrivata oggi in Corea del Nord per continuare con i colloqui di pace in vista della completa denuclearizzazione della penisola. Il ministro dell’unificazione di Seoul, Cho Myoung-gyon, ha sottolineato che «la visita è un’opportunità per rafforzare la riconciliazione, la cooperazione e la pace». Oltre a funzionari governativi, la delegazione sudcoreana comprende parlamentari, leader civili e religiosi e il figlio del defunto presidente della Corea del Sud, Roh Moo-hyun.

L’obiettivo finale del colloqui — come voluto da Washington — è quello della denuclearizzazione della penisola e dell’avvio della riunificazione. Di recente il capo del Pentagono Mattis ha sottolineato che le sanzioni su Pyongyang resteranno fino a quando non ci sarà il completo blocco dei progetti nucleari.

Intanto Corea del Nord e Corea del Sud hanno dato ieri il via alle operazioni di sminamento in alcune aree lungo il confine tra i due paesi divisi dal trentottesimo parallelo. Lo ha comunicato il ministero della difesa di Seoul, specificando che l’operazione è in linea con gli accordi tra le due Coree per ridurre le tensioni militari e interrompere gli atti ostili tra i due paesi, presi in occasione del terzo summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, che si è tenuto a Pyongyang tra il 18 e il 20 settembre scorso.

Gli eserciti dei due paesi, sotto la supervisione del comando delle Nazioni Unite, scrive l’agenzia di stampa sud-coreana Yonhap — che cita una nota del ministero della difesa di Seul — si sono detti d’accordo a rimuovere nei prossimi venti giorni tutte le mine presenti nell’area di sicurezza congiunta a Panmunjom, il villaggio di confine tra le due Coree simbolo della tregua che ha posto fine alle ostilità della guerra di Corea nel 1953. Ad aprile scorso, pochi giorni prima del primo summit tra Kim e Moon, le due Coree avevano dato il via alla rimozione degli altoparlanti al confine che rimandavano messaggi di propaganda ad alto volume, e avevano iniziato lo smantellamento di alcune postazioni di guardia.

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21 novembre 2019

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