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Scienza e carità
nella missione del Bambino Gesù

· Il cardinale segretario di Stato alla presentazione della relazione annuale dell’ospedale pediatrico ·

Trentanove trapianti di organi e tessuti, 9.600 pazienti “rari” diagnosticati e assistiti, 93.120 notti gratuite garantite a 3.700 famiglie e 102 casi umanitari di pazienti stranieri presi in carico: sono alcuni dei dati più significativi resi noti dalla presidente Mariella Enoc durante la presentazione della relazione sanitaria e scientifica del nosocomio. All’incontro, svoltosi nel pomeriggio di martedì 4 luglio alla Casina Pio IV in Vaticano, è intervenuto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin che ha sottolineato l’impegno dell’ospedale “a coniugare validamente scientificità e umanità, cura specialistica e attenzione all’insieme dei bisogni della persona umana”

“Per il secondo anno consecutivo – ha aggiunto il cardinale - ci troviamo nella sede della Pontificia Accademia delle scienze, a presentare i risultati dell’attività sanitaria e scientifica dell’ospedale. Una scelta che muove dalla volontà di condividere con la Santa Sede i frutti preziosi del vostro lavoro, la soddisfazione per i risultati raggiunti, ma anche le sfide e le difficoltà che ogni giorno dovete affrontare. Per questo sono particolarmente lieto della presenza del ministro della Salute, l’onorevole Beatrice Lorenzin, che ringrazio vivamente, perché i frutti e i risultati di questo lavoro non sarebbero immaginabili senza la costante collaborazione con le principali istituzioni dello Stato italiano preposte alla tutela e alla promozione della salute pubblica”.

“La Santa Sede – ha proseguito – apprezza i risultati raggiunti dall’attuale dirigenza dell’ospedale Bambino Gesù e invita a proseguire sulla strada intrapresa dell’eccellenza scientifica, del rigore e della trasparenza con cui si stanno realizzando le attività in ambito sanitario e amministrativo. In particolare, vorrei assicurare della stima, della fiducia e della continua vicinanza del Santo Padre stesso, con il quale ieri ho avuto modo di parlare del nostro incontro di oggi: “Porti alla dottoressa Enoc e a tutti i suoi collaboratori il mio affettuoso saluto e le ricordi quanto le ho detto nell’ultimo incontro, che lei “è un po’ come la mamma” (10 aprile 2017)”. Dietro i tanti numeri e le tabelle riportate nella relazione sanitaria e scientifica, ricordiamo sempre che vi sono ragazzi curati, malattie senza nome di cui si è individuata la diagnosi, tante famiglie assistite e tanti bambini che non avrebbero potuto ricevere nessuna cura se l’ospedale Bambino Gesù non avesse aperto le porte e il cuore. Dietro questi numeri c’è l’impegno fondamentale della dirigenza dell’ospedale per rendere sempre sostenibile — e sappiamo quanto sia difficile — questa straordinaria opera dell’intelligenza e della carità del Papa e della Chiesa”. 

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