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Congedo
al cardinale George Pell

· ​Comunicato della Sala stampa della Santa Sede ·

La Santa Sede ha appreso con rincrescimento la notizia del rinvio a giudizio in Australia del cardinale George Pell per imputazioni riferibili a fatti accaduti alcuni decenni orsono.

Messo al corrente del provvedimento, il cardinale Pell, nel pieno rispetto delle leggi civili e riconoscendo l’importanza della propria partecipazione affinché il processo possa svolgersi in modo giusto e favorire così la ricerca della verità, ha deciso di far ritorno nel suo Paese per affrontare le accuse che gli sono state mosse.

Il Santo Padre, informato di ciò dallo stesso cardinale Pell, gli ha concesso un periodo di congedo per potersi difendere.

Durante l’assenza del prefetto, la Segreteria per l’economia continuerà a svolgere i propri compiti istituzionali. I segretari rimarranno in carica per il disbrigo degli affari ordinari, donec aliter provideatur.

Il Santo Padre, che ha potuto apprezzare l’onestà del cardinale Pell durante i tre anni di lavoro nella Curia romana, gli è grato per la collaborazione e, in particolare, per l’energico impegno a favore delle riforme nel settore economico e amministrativo e l’attiva partecipazione nel Consiglio di cardinali.

La Santa Sede esprime il proprio rispetto nei confronti della giustizia australiana che dovrà decidere il merito delle questioni sollevate. Allo stesso tempo va ricordato che il cardinale Pell da decenni ha condannato apertamente e ripetutamente gli abusi commessi contro minori come atti immorali e intollerabili, ha cooperato in passato con le autorità australiane (ad esempio nelle deposizioni rese alla Royal Commission), ha appoggiato la creazione della Pontificia commissione per la tutela dei minori e, infine, come vescovo diocesano in Australia ha introdotto sistemi e procedure per la protezione di minori, e per fornire assistenza alle vittime di abusi.

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21 novembre 2019

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