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Confronto tra Tillerson e Lavrov

· Sui nodi del conflitto siriano e della lotta all’Is ·

«La nostra priorità a sconfiggere l’Is. Una volta che la sua minaccia sarà stata ridotta o eliminata, potremo rivolgere la nostra attenzione a stabilizzare la situazione in Siria». Questo il messaggio lanciato ieri dal segretario di stato americano, Rex Tillerson, nel corso di un’intervista alla Cbs, a pochi giorni dall’attacco missilistico statunitense che ha distrutto la base aerea siriana di Shayrat.

Il segretario di stato americano Rex Tillerson (Afp)

I rapporti con Mosca, principale alleato di Damasco, restano il punto nodale. Sempre ieri Tillerson ha avuto un colloquio con il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, nel quale ha sottolineato l’urgenza di un rilancio del dialogo politico. «Ci auguriamo che Mosca scelga di giocare un ruolo costruttivo» ha detto Tillerson. I colloqui di Ginevra tra governo e opposizione non hanno avuto finora esiti concreti. La principale questione aperta è quella del futuro di Assad. Mosca sostiene Assad, riconoscendone la piena legittimità e considerandolo un fondamentale argine contro l’espansione del jihadismo. L’amministrazione Obama si era sempre opposta all’inclusione di Assad in un eventuale futuro governo di unità nazionale siriano. La posizione di Trump è più sfumata: pur criticando il regime di Damasco, il presidente statunitense non esclude a priori la possibilità di mantenere Assad al suo posto se questo è la condizione necessaria per mettere fine al bagno di sangue nel paese ed eliminare i jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is). Il dipartimento di stato americano non ha fornito dettagli sul colloquio tra Tillerson e Lavrov. Il ministero degli esteri russo ha spiegato come, nel corso del colloquio, Lavrov abbia ribadito la posizione della Russia, che non ritiene veritiera l’accusa mossa ad Assad di aver usato armi chimiche e quindi di aver causato intenzionalmente la strage di Khan Sheikhoun. Da qui la richiesta di «un’approfondita e imparziale indagine» sull’incidente. «Lavrov ha messo in evidenza che un attacco a un paese il cui governo sta combattendo il terrorismo» minaccia la lotta stessa al terrore e la «sicurezza regionale e globale».

Tillerson incontrerà Lavrov il 12 aprile a Mosca. Il suo compito non sarà facile. Il segretario di stato è quello che ha usato le parole più dure contro la Russia, definendola «complice o incompetente nel far rispettare gli accordi del 2013 sulla tregua in Siria». Accuse pesanti, rilasciate poco dopo il raid contro Assad. Il rischio concreto è quello di una nuova escalation militare.

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