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Confronto tra Londra e Ue

· ​Per evitare la minaccia della Brexit ·

«Stiamo facendo progressi, ma ancora non è abbastanza». David Cameron sintetizza così i risultati della trattativa in corso con Bruxelles per evitare la cosiddetta “Brexit”, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Il premier britannico ha incontrato ieri prima il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, poi quello del Parlamento Ue, Martin Schulz.

Il premier britannico David Cameron  insieme a Jean-Claude Juncker (Afp)

Cameron, intervistato dalla Bbc, ha espresso un certo scetticismo. Il nodo cruciale è quello del blocco per quattro anni dell’accesso ai benefici del generoso welfare britannico che Londra vorrebbe imporre ai lavoratori non britannici. Bruxelles si oppone. «Non c’è spazio per le discriminazioni» scandisce Schulz. Dalla Polonia il ministro degli Esteri di Varsavia, Witold Waszczykowski, ha detto: «Non accetteremo soluzioni che portino a discriminazioni dei nostri cittadini in qualsiasi stato membro dell’Ue». Altro tema centrale dei colloqui è stata la proposta europea di un meccanismo di salvaguardia, che la stampa britannica ha ribattezzato “freno d’emergenza”, che permetterebbe alla Gran Bretagna (e a tutti gli altri Paesi europei) di frenare l’accesso al welfare nel caso in cui fosse dimostrato che il sistema è sotto stress a causa del sovrannumero delle domande. Potrebbe essere anche un meccanismo che colpisce gli «abusi di cui sono colpevoli al 98 per cento — secondo il presidente del Parlamento europeo — non i lavoratori, ma le aziende» che propongono salari bassi, compensandoli appunto con il welfare. 

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