Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Confronto
sul terrorismo

· Le conclusioni del g20 in Turchia ·

Il g20 mette al bando il terrorismo, «un affronto contro l’umanità», ed è pronto a colpirne le radici economiche e finanziarie. Ma più che dal comunicato finale, è dalle parole del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, che è forse arrivato il messaggio cruciale del vertice di Antalya: «Assad non si ricandiderà alle prossime elezioni, lascerà entro sei mesi». 

Putin e  Obama ad Antalya (Epa)

Una frase che arriva a poca distanza dall’incontro del leader di Ankara con il presidente russo, Vladimir Putin, che infatti ha parlato di «posizioni avvicinate sulla Siria». Se questo risultato dovesse essere confermato, ci sarebbe l’attesa svolta sulla crisi siriana, e sul suo punto più intricato: il futuro del presidente siriano, Bashar Al Assad. Insomma, ci sarebbe un accordo tra Mosca e Washington per garantire una continuità nella transizione democratica del Paese. Nessuna conferma, tuttavia, permette di parlare di un traguardo storico. Dopo gli attacchi di Parigi la questione del terrorismo è dunque diventato il principale dossier sul tavolo della politica internazionale. Durante la conferenza finale del vertice, il presidente statunitense, Barack Obama, ha sottolineato che in Siria «truppe di terra non ci saranno, sarebbe un errore». Il jihadismo «è il volto del male. Dobbiamo distruggerlo». La strategia militare, politica ed economica per combattere l’Is è quella più appropriata, e Washington non vuole tornare indietro. «Chi ha piani migliori dei nostri capi di Stato maggiore, chi ne sa di più dei nostri servizi segreti, si faccia avanti, ma con proposte concrete» ha detto Obama, che ha parlato di «progressi» nel dialogo con Mosca. Diverso l’atteggiamento del presidente Putin. Questi, durante la conferenza finale ad Antalya, ha dichiarato che la Russia è pronta a sostenere con i suoi jet militari una parte dell’opposizione siriana e «questo sostegno aereo può essere una solida base per gli ulteriori sforzi verso una soluzione politica della crisi siriana».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

12 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE