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Confronto europeo
per Netanyahu

 «Un’escalation di violenze sarebbe la cosa peggiore». Così si è espressa, questa mattina, l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Federica Mogherini, incontrando a Bruxelles il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, qualche giorno dopo la decisione statunitense di riconoscere Gerusalemme capitale dello stato di Israele.

Un riconoscimento che secondo Netanyahu — giunto al secondo giorno della sua missione europea che per taluni versi ha assunto i toni di un duro confronto — non sarebbe che l’ammissione di una verità e dunque «un passo verso la pace». Il premier israeliano, che prima di partire ha accusato l’Ue di una certa ipocrisia, si è detto sicuro che presto molti paesi europei seguiranno l’esempio statunitense. Gerusalemme, ha spiegato il premier durante l’incontro con Mogherini «è sempre stata capitale di Israele e Trump ha messo in chiaro i fatti, nero su bianco». Mogherini ha ribadito la linea europea e dell’Onu: lo status di Gerusalemme va deciso nell’ambito di negoziati diretti tra le due parti. «Come partner e amici di Israele — ha detto Mogherini — crediamo che sia nell’interesse della sicurezza di Israele trovare una soluzione duratura e globale al conflitto con i palestinesi». L’Unione, ha aggiunto l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, «aumenterà il suo lavoro per rilanciare il processo di pace, anche con i partner della regione, a partire da Egitto e Giordania, e con le due parti, Israele e Palestina, anche se sono tempi difficili». Il premier israeliano aveva iniziato la sua missione ieri a Parigi, dove ha avuto un colloquio con il presidente francese, Emmanuel Macron. Si è trattato di un confronto teso — come hanno riferito i media internazionali — al termine del quale i due leader hanno concordato sulla condanna di ogni forma di violenza. Netta divergenza, invece, sulla gestione della crisi diplomatica. Macron ha contestato la decisione dell’amministrazione Trump, definendola pericolosa per la pace, e ha chiesto al premier israeliano di «dare un’occasione alla pace». Poi ha specificato: «Mi sembra che il congelamento degli insediamenti e misure di fiducia rispetto all’autorità palestinese sarebbero atti importanti». Netanyahu ha replicato che «Parigi è la capitale della Francia, Gerusalemme è la capitale di Israele, ed è così da tremila anni».

Su Gerusalemme il Papa chiede saggezza (Il comunicato della Santa Sede)

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22 agosto 2019

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