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Confronto europeo

· Colloquio tra Renzi, Hollande e Merkel sull’agenda del vertice che si terrà la prossima settimana a Ventotene ·

I nodi cruciali del progetto europeo di fronte alle enormi sfide del terrorismo e dell’immigrazione sono stati affrontati ieri, nel corso di una conversazione telefonica, dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, dal presidente francese, François Hollande, e dal presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. I tre leader hanno messo a punto l’agenda del vertice che si terrà la prossima settimana sull’isola di Ventotene, luogo simbolico, dove nel 1941 tre antifascisti ivi confinati, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, scrissero il manifesto dal titolo “Per un’Europa libera e unita”.

La sede della Commissione europea a Bruxelles

Durante il colloquio telefonico, i tre leader si sono confrontati sui principali scenari internazionali, in particolare sulla Siria e sulla Libia. Hanno poi discusso dello stato di salute dell’economia europea. Fonti di stampa riferiscono della volontà italiana di discutere a Ventotene anche di questioni più tecniche, ad esempio la proposta, condivisa anche da Parigi, di un servizio civile europeo, oltre al rilancio del progetto Erasmus. È possibile inoltre che il vertice diventi anche l’occasione di un confronto più serrato non solo sulla futura manovra economica italiana — dicono le stesse fonti — con la richiesta di un nuovo margine di flessibilità, ma anche sull’instabilità dei conti greci.

Senz’altro due, però, i nodi cruciali sui quali i leader saranno chiamati a dare risposte concrete. Il primo è la Brexit, ovvero la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea. Anche se Londra ha scelto finora un approccio soft, affermando di voler portare avanti trattative con tutti i Paesi dell’Unione al fine di trovare soluzioni comuni, la Brexit rappresenta comunque una sfida al progetto europeo: si tratta di ritrovare uno spirito nuovo attorno a un progetto condiviso per abbattere le spinte euroscettiche e populistiche. Nel concreto, l’obiettivo è creare un consenso forte su un pacchetto di misure economiche e sociali che siano in grado di rilanciare la crescita e l’occupazione nel continente.

Il secondo tema riguarda invece l’immigrazione. Anche qui servono risposte immediate e incisive. L’accordo con la Turchia traballa, soprattutto dopo le critiche di Bruxelles all’Esecutivo di Recep Tayyip Erdogan dopo il golpe del 15 luglio. Ankara ha minacciato di far saltare l’intesa, riaprendo così la rotta balcanica, con tutte le conseguenze umanitarie che ne potrebbero derivare. C’è poi l’emergenza nel Mediterraneo, con il rischio di un aumento del numero degli arrivi dalla Libia nei prossimi mesi.

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