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Confermare
l’accordo di Parigi

· Appello ecumenico per l’ambiente ·

Ginevra, 7. Un appello per un’azione congiunta sulla giustizia climatica è stato lanciato nei giorni scorsi dal World Council of Churches, dal l’Act Alliance e dalla Federazione mondiale luterana, che insieme rappresentano più di mezzo miliardo di cristiani in tutto il mondo. L’appello, secondo i promotori, è il più grande del suo genere nella storia.

In un messaggio video congiunto, i leader delle tre organizzazioni religiose hanno invitato i partecipanti alla conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climato, la Cop23, a confermare l’accordo siglato a Parigi e a renderlo praticabile per poter mettere in campo un’azione responsabile e ambiziosa. Cop23 è in corso di svolgimento a Bonn, in Germania, fino al prossimo al 17 novembre. Presieduta in questo caso dalla Repubblica delle Fiji, la conferenza dovrebbe fare progressi verso la stesura di un regolamento che fissi le modalità di implementazione dell’accordo di Parigi (Cop21). I negoziatori di 195 paesi più l’Unione europea sono chiamati a fare passi avanti soprattutto nella riduzione delle emissioni di gas serra. Dopo l’accordo di Parigi, approvato due anni fa ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, i leader del mondo sono chiamati dunque al compito più difficile: chiudere il divario tra gli obiettivi fissati dall’accordo e i contributi nazionali volontari. Al riguardo il primo ministro delle Fiji, Frank Bainimarama, ha chiesto un’azione concreta più urgente per ridurre al più presto le emissioni di gas nocivi all’ambiente.

«Dobbiamo agire insieme — ha dichiarato Rudelmar Bueno de Faria, segretario generale dell’Act Alliance — per la giustizia climatica. Esperti provenienti dalle nostre organizzazioni membro interverranno per assicurare che i risultati di Cop23 rispecchino le esigenze e i diritti dei più vulnerabili». Secondo il pastore Martin Junge, segretario generale della Federazione mondiale luterana, il cambiamento climatico «è una realtà che deve essere affrontata in maniera concorde. Noi ascoltiamo i racconti, ascoltiamo il dolore e ascoltiamo le fatiche». Dello stesso avviso anche il segretario generale del World Council of Churches, reverendo Olvav Fykse Tveit. «Cogliamo nuovamente questa importante opportunità di Cop23 — ha detto Tveit — per prendere decisioni che ci conducano nella giusta direzione. Al centro ci sono tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo di più, minacciati da ciò che sta accadendo».

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