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Incontro
per i migranti venezuelani

· Richiesta della Conferenza episcopale ecuadoriana al governo di Quito ·

Quito, 28. La conferenza episcopale ecuadoriana ha chiesto al governo che desista dal proposito di esigere la presentazione del passaporto ai venezuelani che vogliono entrare nel paese e ha chiesto che l’Ecuador guidi una riunione dei paesi andini circa l’inusuale flusso migratorio in tutta la regione di persone di questa nazionalità.

Il presidente della conferenza episcopale, il vescovo Eugenio Arellano Fernández, nel corso di una conferenza stampa, si è rivolto al presidente della repubblica, Lenín Moreno, chiedendo una pronta soluzione alla situazione di sovraffollamento che si è registrato nelle ultime settimane nel centro migratorio di Rimichaca, alla frontiera con la Colombia. Allo stesso tempo, il presule ha segnalato che la medesima situazione potrebbe presto verificarsi anche alla frontiera con il Perú, dopo che il governo di Lima ha deciso di richiedere la presentazione del passaporto ai venezuelani che intendono entrare nel suo territorio. «Sollecitiamo il presidente affinché incarichi la cancelleria perché si trovi saluzione alle questioni poste da tutte quelle leggi e norme che finiscono con l’essere persecutorie nei confronti degli emigranti venezuelani che si trovano alla frontiera di Colombia, Ecuador e Perú», ha sottolineato il presidente della Conferenza episcopale, il quale ha ricordato anche come tali tipi di misure aggravino le condizioni dei migranti. Ottenere un passaporto presenta infatti un costo molto elevato e bambini e adolescenti non possono essere dotati di un tale tipo di documento. Di fronte a questa situazione, il presule ha poi proposto, come accennato, che il governo dell’Ecuador guidi un incontro fra i paesi andini affinché ciascuno di questi riconosca quale documento di identità uno più facilmente adottabile e comune a tutti.

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