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Conferenza all'Onu sul trattato di non proliferazione

Si apre oggi a New York al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, alla presenza di delegazioni di 189 Paesi, la conferenza di revisione del trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). Un appuntamento quinquennale che mira a riaffermare l'equilibrio tra tre pilastri: il disarmo nucleare, la non proliferazione e gli usi pacifici dell'energia nucleare.

La firma l'8 aprile scorso a Praga tra i presidenti statunitense e russo, Barack Obama e Dmitri Medvedev, del trattato per la riduzione degli armamenti strategici (Start 2) — l'accordo raggiunto stabilisce un limite di 1.550 testate nucleari che scatterà entro sette anni dall'entrata in vigore del trattato (che deve essere ratificato dal Senato americano e dal Parlamento russo); una diminuzione del 74 per cento rispetto all'accordo Start del 1991 e del 30 per cento rispetto al trattato di Mosca del 2002 — il vertice sulla sicurezza nucleare svoltosi a Washington il 12 e 13 aprile — i 47 capi di Stato e di Governo che vi hanno partecipato si sono impegnati a mettere al sicuro «tutto il materiale fissile vulnerabile entro 4 anni» e a lavorare insieme contro il terrorismo che è una delle maggiori minacce per la sicurezza internazionale — hanno disegnato un percorso del quale la conferenza di riesame del trattato di non proliferazione è un'ulteriore tappa cruciale che può schiudere concrete prospettive al traguardo di un mondo libero da armi nucleari.

Nell'odierna giornata di apertura — la conferenza dell'Onu durerà fino al 29 maggio — si assisterà a qualche ora di distanza agli interventi del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, e del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, che ha annunciato che intende fare nuove proposte concrete all'Occidente.

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15 ottobre 2019

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