Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Esame di coscienza

· I lavori dell’incontro mondiale delle famiglie in Irlanda ·

I cristiani hanno spesso presentato il matrimonio «più nel suo dovere della procreazione che nel suo fine unitivo», e non hanno dato sufficiente spazio all’«invito di crescere nell’amore e nell’ideale di aiuto reciproco». È una sorta di esame di coscienza quello a cui i partecipanti all’incontro mondiale delle famiglie sono stati chiamati dal cardinale João Braz de Aviz, che nel pomeriggio di giovedì 23 agosto ha celebrato la messa nell’arena principale della Royal Dublin society di Dublino.

Secondo il prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, «è mancato l’accompagnamento degli sposi nei loro primi anni» ed è stato presentato loro «un ideale alto ma lontano dalle situazioni concrete e dalle effettive possibilità». A questo proposito il porporato ha ricordato le molteplici sfide che le famiglie sono chiamate ad affrontare ogni giorno: tra queste, l’impegno educativo, la tossicodipendenza, l’alcoolismo, il gioco, l’ideologia di gender. In mezzo a tali difficoltà, ha aggiunto, «la famiglia trova orientamento sicuro nella parola di Dio per identificare cammini di crescita e di forza nuova». 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE