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​Condanne
per l’operazione Condor

· ​A processo il piano transnazionale contro le opposizioni ·

Dure condanne contro alcuni militari della dittatura in Argentina. Arrivano al termine di un processo sul cosiddetto piano Condor, il programma che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, i regimi militari sudamericani organizzarono per reprimere le opposizioni politiche. Si tratta di una decisione considerata storica nel Paese sudamericano.

lcuni dei militari condannati  a Buenos Aires (Ap)

Un tribunale di Buenos Aires ha condannato, tra gli altri, a 25 anni di carcere i militari Santiago Riveros, Manuel Cordero Piacentini, ex colonnello uruguayano, unico non argentino alla sbarra, e Miguel Angel Furci, unico presente in aula, accusato in particolare di torture nella prigione illegale chiamata Automotores Orletti. Ci sono poi i 20 anni per Reynaldo Bignone, che è stato presidente a capo dell’ultima giunta militare al potere nel Paese.

Prosegue il processo per altri dei 14 imputati in totale. Dall’inizio, nel 2013, cinque imputati, compreso Jorge Rafael Videla, dittatore dal 1976 al 1981, sono morti.

Per la prima volta sono stati giudicati crimini nell’ambito della «associazione illecita transnazionale». Il piano puntava all’eliminazione degli oppositori delle dittature nei Paesi del Cono sud dell’America latina, cioè Argentina, Cile, Paraguay, Uruguay. L’idea nacque durante una riunione dei capi dei servizi segreti di questi Paesi nel 1975. In un secondo momento, vi collaborarono anche Paesi confinanti che in passato erano stati in guerra tra di loro, per combattere quello che consideravano il nemico comune, la diffusione dell’ideologia marxista.

L’aula era gremita di sopravvissuti alle torture del regime e familiari delle vittime, molti arrivati anche da altri Paesi latinoamericani. E quando i giudici hanno finito di leggere, il pubblico ha urlato «Presente», lo slogan per non dimenticare i desaparecidos.

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14 dicembre 2018

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