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Concordia e prosperità

· L’augurio del Papa al popolo di Mauritius ·

«Dio benedica il popolo mauriziano e gli conceda di vivere sempre nella pace, nella concordia e nella prosperità». Con questo auspicio, scritto di proprio pugno in francese, firmando il libro d’onore del palazzo presidenziale di Port Louis durante la visita di cortesia al capo dello Stato “ad interim”, il Papa ha idealmente concluso lunedì 9 settembre la sua sosta di poco più di dieci ore nella Repubblica insulare dell’Oceano indiano.

Nell’ultima tappa del viaggio in Africa il Pontefice, dopo aver celebrato la messa al mattino, ha trascorso anche il pomeriggio nella capitale, pregando sulla tomba del beato Jacques-Désiré Laval, evangelizzatore di queste terre, e incontrando le principali autorità del Paese.

Lasciato l’episcopio, dove aveva pranzato con i cinque vescovi dell’Oceano indiano, in automobile Francesco si è diretto al santuario dov’è sepolto il medico francese divenuto missionario, elevato agli onori degli altari da Giovanni Paolo ii nel 1979, nel corso della prima beatificazione del suo Pontificato.

Poco prima dell’arrivo, Francesco è salito a bordo della papamobile e all’ingresso della chiesa della Santa Croce, adiacente al santuario, è stato accolto tra gli altri da una famiglia che gli ha consegnato un mazzo di fiori. Deposto l’omaggio floreale sulla tomba dell’“Apostolo dei neri”, nel giorno della sua memoria liturgica, il Pontefice ha pregato in silenzio dinanzi alla teca di vetro che ne custodisce una raffigurazione in cera, collocata sotto un grande crocifisso. Quest’ultimo riproduce la croce accanto alla quale padre Laval si fece fotografare per l’unica volta nella vita.

Lasciata in dono una rappresentazione della Vergine Maria con Bambino — ispirata alla celebre icona della “Madonna della Tenerezza” — una volta all’esterno il Papa si è soffermato con una dozzina di ammalati e con i famigliari di una ventina di tossicodipendenti accolti presso la “Casa a”. Quest’ultima è una comunità di recupero gestita da un diacono permanente e da sua moglie in una realtà in cui la droga continua a mietere numerose vittime soprattutto tra i giovani.

Trasferitosi in macchina al palazzo presidenziale presso il castello di Réduit, il Pontefice ha reso la visita di cortesia al presidente “ad interim” Barlen Vyapoory. Allo scambio dei doni, ha consegnato al capo dello Stato mauriziano la riproduzione su pergamena di un’antica carta geografica dell’Africa e due libri d’arte editi dai Musei vaticani. Nel salone blu della residenza presidenziale Francesco ha poi incontrato il primo ministro Pravind Kumar Jugnauth, quindi nel Grande salone ha parlato alle autorità, alla società civile al corpo diplomatico accreditato a Port Louis. Pronunciato il secondo discorso nella Repubblica di Mauritius, l’ultimo ufficiale del viaggio in Africa, nel giardino della residenza il Papa ha quindi benedetto alcuni alberi.

Subito dopo in aeroporto si è svolta la cerimonia di congedo alla presenza del capo del Governo. A bordo di un velivolo dell’Air Mauritius il Pontefice è atterrato dopo due ore di volo ad Antananarivo, dove ha pernottato nella nunziatura apostolica.

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