Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Conclusa l'assemblea  della Conferenza episcopale canadese

· Il tema della nuova evangelizzazione approfondito dall'arcivescovo Gianfranco Ravasi ·

La nuova evangelizzazione, le questioni legate alla vita e alla famiglia, il dialogo interreligioso (in particolare con i musulmani), il rinnovamento delle parrocchie e i differenti modi di integrare i giovani adulti nella vita della Chiesa: sono i principali temi discussi dai novanta vescovi che da lunedì a venerdì scorsi hanno partecipato a Cornwall, in Ontario, all'assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Canada. L'incontro ha vissuto il suo epilogo a Montréal dove i presuli si sono trasferiti per celebrare la messa di ringraziamento per la canonizzazione di André Bessette, avvenuta il 17 ottobre.

Per due giorni i lavori sono ruotati attorno alla nuova evangelizzazione nella società contemporanea, tema approfondito dall'arcivescovo Gianfranco Ravasi, ospite dell'assemblea. «Il concetto cristiano di verità — ha detto fra l'altro il presidente del Pontificio consiglio della cultura — è fondato sulla trascendenza e l'oggettività del vero. La verità ci precede e ci supera. Noi non possediamo la verità, è essa a possederci». Le due sessioni sono state seguite da discussioni che hanno messo a confronto i vescovi canadesi e lo stesso monsignor Ravasi, tra i nuovi porporati nel prossimo concistoro del 20 novembre.

Interessante il parallelo tra India e Canada proposto, nel suo intervento, dall'arcivescovo Pedro López Quintana, dal dicembre scorso nunzio apostolico in Canada dopo una decina d'anni trascorsi in India prima come consigliere alla rappresentanza pontificia e poi come nunzio apostolico. «Il contesto nord-americano, profondamente simile a quello dell'Europa, è caratterizzato — ha detto l'arcivescovo — dal pluralismo, dal consumismo, in alcuni settori da una certa indifferenza religiosa. Mentre in India la religione impregna pressoché tutte le sfaccettature della vita quotidiana, il mondo occidentale ha la tendenza a volerla regolare nella sfera puramente privata. Il cristianesimo ha nondimeno segnato in maniera indelebile la nostra cultura». In India, ha aggiunto monsignor López Quintana, la popolazione cattolica ammonta a circa diciotto milioni di persone. È dunque numericamente più elevata rispetto al Canada, pur rappresentando, in proporzione, solo l'1,8 per cento degli abitanti. «Può sembrare una quantità trascurabile, ma la vitalità che vi si osserva ne fa una componente importante della vita indiana», ha spiegato il nunzio apostolico, che si è detto convinto che anche «i cattolici canadesi possono continuare a dare un contributo significativo alla costruzione del loro Paese, come hanno saputo fare fin dalle origini».

Tra le decisioni prese dall'assemblea, quella di creare un nuovo comitato permanente per consolidare il legame già esistente tra la Conferenza episcopale e l'Organizzazione cattolica canadese per lo sviluppo e la pace. È stata inoltre prolungata di un anno l'attività del Comitato ad hoc per la vita e la famiglia, questioni — ha sottolineato il vescovo di London, Ronald Peter Fabbro, presidente dell'organismo — che «esigono un rinnovamento spirituale, un cambiamento di mentalità e dei cuori, l'opera di una nuova evangelizzazione».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE