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Conclusa in Siria l’ispezione delle Nazioni unite

· La Santa Sede studia possibili linee per promuovere la pace ·

Ci vorranno fino a due settimane per conoscere i risultati dell’indagine completata oggi  dall’Onu in Siria sul presunto uso di armi chimiche, del quale i ribelli e il Governo del presidente Bashar Al Assad si accusano a vicenda. Gli ispettori  dell’Onu hanno   lasciato questa mattina Damasco e i campioni da loro prelevati sul terreno sono stati inviati a diversi laboratori. Secondo il segretario generale, Ban Ki-moon, per i risultati degli esami ci vorranno appunto un paio di settimane.

Questa mattina, Papa Francesco ha tenuto una speciale udienza alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati, e il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della congregazione per le Chiese Orientali. Il direttore della Sala stampa vaticana, il gesuita Federico Lombardi, ha spiegato che il Papa ha convocato l’incontro per «valutare possibili linee» per promuovere la pace in Siria. «Si è trattato — ha aggiunto padre  Lombardi — di discutere le possibili iniziative da parte della Santa Sede» per la composizione del conflitto per la cui cessazione il Papa ha già lanciato diversi appelli. L’ultimo è stato giovedì scorso quando, ricevendo i reali di Giordania, «ha sottolineato con loro che l’unica opzione è il dialogo».

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21 maggio 2019

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