Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

«Con semplicità e umiltà»


Alla fine ha vinto lui, il Papa. Benedetto XVI ha trasformato l’ultima udienza del suo Pontificato in una travolgente esperienza di gioia cristiana. Pur nel momento del distacco. L’udienza generale di mercoledì 27 febbraio è stata innanzitutto l’incontro di una grande famiglia unita. Centocinquantamila persone, forse di più, riunite per stare, ancora una volta, insieme a un padre che da domani si celerà al mondo ma, come li ha rassicurati egli stesso, non «scende dalla Croce» e resterà a pregare ai piedi del Crocifisso «per sempre».

Nessun velo di tristezza dunque. Anzi proprio cogliendo il senso delle parole del Papa, della sua serenità, stamani un grande popolo ha dato corpo a quella gioia della quale egli parlava, capace di cancellare paure e disorientamenti. Una folla straripante da piazza San Pietro, a piazza Pio XII e a via della Conciliazione fino quasi a Castel Sant’Angelo. Posti occupati sin dalle prime ore del mattino. Un trionfo di cartelli, coloratissimi alcuni: «Benedetto XVI di nuovo Papa», «Ci manchi già», «Ci mancherai» (con tanto di faccina triste tipica del linguaggio emoticon), «Sempre con il Papa», «Benedetto, nascondici con te in Cristo», «Resta qui con noi», «Grazie».

L’incontro è stato per tanti aspetti una festa. Una festa vera.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE