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Con realismo evangelico

· ​Al convegno della diocesi di Roma il Papa parla della famiglia ·

Bisogna guardare alla famiglia oggi con il «realismo evangelico». Che non si ferma «alla descrizione delle situazioni, delle problematiche, meno ancora del peccato», ma «va sempre oltre e riesce a vedere dietro ogni volto, ogni storia, ogni situazione, un’opportunità, una possibilità». È l’indicazione pastorale che Papa Francesco ha suggerito inaugurando i lavori del convegno della diocesi di Roma dedicato al tema: «La letizia dell’amore: il cammino delle famiglie a Roma alla luce dell’esortazione apostolica Amoris laetitia».

Ai vescovi, ai sacerdoti e ai catechisti riuniti giovedì sera, 16 giugno, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il Pontefice ha proposto una pista di lettura dell’esortazione apostolica post-sinodale racchiusa in tre esortazioni: «la vita di ogni persona, la vita di ogni famiglia dev’essere trattata con molto rispetto e molta cura; guardiamoci dal mettere in campo una pastorale di ghetti e per dei ghetti; diamo spazio agli anziani perché tornino a sognare». Si tratta di «tre immagini — ha spiegato — che ci ricordano come la fede non ci toglie dal mondo, ma ci inserisce più profondamente in esso: non come quei perfetti e immacolati che credono di sapere tutto, ma come persone che hanno conosciuto l’amore che Dio ha per noi».

Successivamente, sollecitato da tre domande, Francesco è tornato su alcuni temi, mettendo in guardia in particolare dall’individualismo che ingabbia la libertà ed esortando a intraprendere sempre «la strada della tenerezza, dell’ascolto, dell’accompagnare». Quanto alla pastorale delle famiglie, il Papa ha raccomandato di evitare le insidie del «rigorismo» e del «lassismo», perché in campo dottrinale non esiste la «sicurezza matematica». La morale — ha assicurato «è un atto d’amore, sempre: amore a Dio, amore al prossimo. È anche un atto che lascia spazio alla conversione dell’altro, non condanna subito».

Le parole del Papa  

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20 agosto 2019

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