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Con mente aperta
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· ​Si apre il 2 ottobre a Roma la 36ª Congregazione generale dei gesuiti ·

Roma, 27. Si aprirà formalmente domenica prossima, alle 17.30, con la messa celebrata nella Chiesa del Gesù dal maestro dell’ordine domenicano, Bruno Cadoré, la 36ª Congregazione generale della Compagnia di Gesù, convocata a seguito delle dimissioni presentate dall’attuale superiore generale, padre Adolfo Nicolás. Si tratterà di una riunione per molti versi inedita, non solo perché sul soglio pontificio siede per la prima volta un Papa gesuita. La Compagnia fondata nel 1540 da sant’Ignazio da Loyola, sta infatti vivendo, come altri ordini religiosi, una profonda trasformazione, tanto che lo stesso Nicolás, presentando la Congregazione, ha parlato di tempi che «sono cambiati»: «c’è una nuova consapevolezza nella Compagnia — ha detto — di aver bisogno di audacia, immaginazione e coraggio per affrontare la nostra missione come parte della più grande Missione di Dio per il nostro mondo».

Un mondo che, per quanto riguarda la composizione della Compagnia, è sempre più connotato geograficamente dai confini del cosiddetto Global South, quella vasta porzione di pianeta che si estende idealmente dal sud dell’Asia all’America meridionale, all’Africa e al Madagascar. Basti pensare che degli oltre settecento novizi che fanno parte della Compagnia di Gesù, secondo i dati del 2015, ben il 63 per cento è rappresentato da africani e da asiatici. In Vietnam, solo per fare un esempio, se nel 1975, quando furono espulsi, si contavano 26 gesuiti, oggi il numero è salito a 210, inclusi i 140 impegnati nel percorso di formazione. Tutto ciò ha portato nel corso di questi anni a una riorganizzazione anche della struttura di governo della stessa compagnia, che conta 16.740 membri nel mondo tra sacerdoti, fratelli coadiutori (laici), scolastici e novizi.
Trasformazioni illustrate nel rapporto sullo stato della Compagnia, il documento che i 215 elettori provenienti da 62 diversi paesi sono chiamati ad analizzare prima di procedere all’elezione del nuovo superiore generale.

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