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Con lo stile del missionario

· Il Papa spiega che l’evangelizzatore non è un manager ·

E invia un messaggio ai giovani delle Antille

«Gesù invia i discepoli»

«I messaggeri del regno di Dio» non sono «manager onnipotenti», né «funzionari inamovibili», né tantomeno «divi in tournée». Perché «il Maestro li vuole liberi e leggeri, senza appoggi e senza favori, forti solo della sua parola», come “pellegrini” che hanno in «dotazione» solo «il bastone e i sandali». È l’identikit del missionario tracciato da Papa Francesco all’Angelus recitato a mezzogiorno di domenica 15 luglio con i quindicimila fedeli presenti in piazza San Pietro. Prima della preghiera mariana il Pontefice ha commentato il Vangelo del giorno (Marco, 6, 7-13) che «narra il momento in cui Gesù invia i Dodici in missione». Il Papa vi ha individuato una sorta di «stile del missionario», sottolineando in particolare che «nessun cristiano annuncia il Vangelo “in proprio”» e indicando l’esempio di alcuni santi della diocesi di Roma come Filippo Neri, Benedetto Giuseppe Labre, Alessio, la beata Ludovica Albertoni, Francesca Romana, Gaspare Del Bufalo. «Non erano funzionari o imprenditori, — ha osservato — ma umili lavoratori del Regno».

L’Angelus del Papa 

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20 settembre 2019

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