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Con lo sguardo aperto su tutta l’Africa

· ​La vitalità della comunità cattolica in Etiopia nella testimonianza dell’arcivescovo di Addis Abeba ·

Con i suoi seicentomila membri, su una popolazione di novanta milioni di abitanti, la Chiesa cattolica in Etiopia è una piccola minoranza ma nel corso della storia, fra alti e bassi, ha sempre rappresentato un punto di riferimento grazie soprattutto alle sue numerose opere sociali.

A sottolinearlo è l’arcivescovo di Addis Abeba, Berhaneyesus Demerew Souraphiel, cardinale eletto, in un’intervista a «Mundo Negro/InfoCatólica», nella quale ricorda che «oggi esiste una costellazione di congregazioni maschili e femminili che coprono molti settori, tra cui aree remote di prima evangelizzazione. Se, da un lato, alcuni nostri fedeli, specialmente giovani, stanno andando verso i protestanti, la Chiesa cattolica cresce in luoghi come Gambela o Gumuz». Un caso curioso è poi quello di Kafa dove «molti stregoni lasciano le loro vecchie pratiche per aderire alla Chiesa cattolica. Portano con sé la gente, costruiscono chiese, chiedono la presenza delle suore».

In Etiopia la religione seguita dalla maggioranza è la cristiana ortodossa seguita da quella musulmana e dal protestantesimo. Pochi gli animisti o coloro che seguono le credenze tradizionali, ancora meno i cattolici. Eppure — spiega monsignor Souraphiel, che è anche presidente dell’Assemblea dei gerarchi cattolici d’Etiopia ed Eritrea e dell’Association of Member Episcopal Conferences in Eastern Africa (Amecea) — «la Chiesa è apprezzata dal Governo e dalla società grazie ai suoi servizi. Le scuole, i centri sanitari e sociali, come quelli di Madre Teresa, sono fra i migliori come qualità nel Paese. E a poco a poco penso che il loro numero e la loro rilevanza aumenteranno».

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18 marzo 2019

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