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Con lo sguardo al cielo in cammino accanto all'uomo

· Al Regina caeli il Papa ricorda che anche dopo l'Ascensione Cristo rimane nella trama della storia ·

Il grazie di Benedetto XVI per la testimonianza di fede e di solidarietà dei cattolici italiani

Con l'Ascensione Gesù «attira lo sguardo degli Apostoli verso il Cielo per indicare loro come percorrere la strada durante la vita terrena». Lo ha detto il Papa al Regina caeli di domenica 16 maggio. Al termine della preghiera mariana, il grazie di Benedetto XVI ai cattolici italiani presenti in piazza San Pietro per testimoniargli vicinanza e affetto.

Cari fratelli e sorelle,

oggi, in Italia e in altri Paesi, si celebra l'Ascensione di Gesù al Cielo, che avvenne il quarantesimo giorno dopo la Pasqua. In questa domenica ricorre, inoltre, la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema: «Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola». Nella liturgia si narra l'episodio dell'ultimo distacco del Signore Gesù dai suoi discepoli (cfr. Lc 24, 50-51; At 1, 2.9); ma non si tratta di un abbandono, perché Egli rimane per sempre con loro — con noi — in una forma nuova. San Bernardo di Chiaravalle spiega che l'ascensione al cielo di Gesù si compie in tre gradi: «il primo è la gloria della risurrezione, il secondo il potere di giudicare e il terzo sedersi alla destra del

Padre» ( Sermo de Ascensione Domini , 60, 2: Sancti Bernardi Opera , t. vi, 1, 291, 20-21). Tale evento è preceduto dalla benedizione dei discepoli, che li prepara a ricevere il dono dello Spirito Santo, affinché la salvezza sia proclamata ovunque. Gesù stesso dice loro: «Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso» (cfr. Lc 24, 47-49).

Il Signore attira lo sguardo degli Apostoli — il nostro sguardo — verso il cielo per indicare come percorrere la strada del bene durante la vita terrena. Egli, tuttavia, rimane nella trama della storia umana, è vicino a ciascuno di noi e guida il nostro cammino cristiano: è compagno dei perseguitati a causa della fede, è nel cuore di quanti sono emarginati, è presente in coloro a cui è negato il diritto alla vita. Possiamo ascoltare, vedere e toccare il Signore Gesù nella Chiesa, specialmente mediante la parola e i sacramenti. A tale proposito, esorto i ragazzi e i giovani che in questo tempo pasquale ricevono il sacramento della Cresima, a restare fedeli alla Parola di Dio e alla dottrina appresa, come pure ad accostarsi assiduamente alla Confessione e all'Eucaristia, consapevoli di essere stati scelti e costituiti per testimoniare la Verità. Rinnovo poi il mio particolare invito ai fratelli nel Sacerdozio, affinché «nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica» ( Lettera di indizione dell'Anno Sacerdotale ) e sappiano utilizzare con saggezza anche i mezzi di comunicazione, per far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo (cfr. Messaggio xlvi G.M. Com. Soc. , 24 gennaio 2010).

Cari fratelli e sorelle, il Signore, aprendoci la via del Cielo, ci fa pregustare già su questa terra la vita divina. Un autore russo del Novecento, nel suo testamento spirituale, scriveva: «Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso nell'animo, guardate le stelle o l'azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, ... intrattenetevi ... col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete» (N. Valentini — L. {U-Zcaron}ák [a cura], Pavel A. Florenskij. Non dimenticatemi . Le lettere dal gulag del grande matematico, filosofo e sacerdote russo , Milano 2000, p. 418). Ringrazio la Vergine Maria, che nei giorni scorsi ho potuto venerare nel Santuario di Fátima, per la sua materna protezione durante l'intenso pellegrinaggio compiuto in Portogallo. A Colei che veglia sui testimoni del suo diletto Figlio rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera.

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