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Le ragioni del cuore

· Prima conferenza stampa del nuovo presidente della Cei ·

Spinto «più dalle ragioni del cuore che da quelle dell’intelletto», per dare voce a priorità assolute quali «il lavoro per i giovani, l’attenzione alle famiglie, la vicinanza agli ultimi», per guidare una Chiesa come la vuole Papa Francesco, impegnata in una «conversione pastorale», una Chiesa che accoglie tutti e non fa distinzioni, «in grado di andare nelle periferie ed essere ospedale da campo». 

Ieri, nel suo primo incontro con la stampa, Gualtiero Bassetti, cardinale arcivescovo di Perugia - Città della Pieve e nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana, ha parlato innanzitutto di sé, presentandosi umilmente, spiegando a esempio come nelle cose si senta spinto più dall’istinto del cuore che dall’intuito della ragione: «Se ne vedo la necessità, sento il bisogno di buttarmi, anche alla scuola del Vangelo: il Signore, infatti, raccomanda di cogliere i segni dei tempi. Dio non ci parla sempre con una rivelazione diretta, parla attraverso il sole e la tempesta, il prato fiorito e la terra. Basta saperli cogliere, questi segni, e di conseguenza intervenire e agire». E ai giornalisti che gli chiedevano perché, nella prima dichiarazione da presidente, si fosse definito «un improvvisatore», il porporato ha precisato, conseguentemente, che per lui «essere un improvvisatore significa essere il contrario di un calcolatore», e che, comunque, ciò «non vuol dire che io faccia cose senza pensare».

di Giovanni Zavatta

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27 gennaio 2020

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