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Con l’amore restituite
alla vita

· Rispetto e dignità ·

L’opera delle suore per il recupero delle vittime della tratta

Negli Stati Uniti le religiose sono ben note per il sostegno che offrono a tutti coloro i cui diritti vengono violati, ignorati o trascurati. Dalla lotta per i diritti degli immigrati alle dimostrazioni davanti alle strutture in cui si pratica l’aborto, le congregazioni religiose femminili sono da molto tempo in prima linea.

Alcune comunità, come le Piccole Sorelle dei Poveri, sono state fondate per servire direttamente i meno privilegiati. In particolare, le Piccole Sorelle si occupano delle esigenze sanitarie degli anziani poveri e difendono i loro diritti quando vengono negati. Altre comunità, come le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, hanno missioni e carismi che non sono direttamente collegati a un ambito specifico, ma sono più largamente orientate a prendersi amorevolmente cura delle membra ferite del Corpo di Cristo, al di là che si tratti di sofferenza fisica, emotiva o spirituale.

Da decenni le religiose portano avanti la lotta contro la tratta degli esseri umani negli Stati Uniti. Questo impegno collaborativo, che nasce da iniziative a livello mondiale dell’Unione internazionale delle superiore generali come Talitha Kum, trova espressione nelle iniziative locali nazionali come US Catholic Sisters Against Human Trafficking, la Bakhita Initiative, e attraverso la scelta della Leadership Conference of Women Religious di tenere l’assemblea annuale solo in alberghi che si sono impegnati a formare i propri dipendenti per dare loro competenze antitratta. Lavorando insieme in maniera trasversale rispetto ai carismi e alle missioni, le religiose hanno portato la questione della tratta di esseri umani all’attenzione dei leader della Chiesa, dei funzionari governativi e dei media.

Le Apostole del Sacro Cuore di Gesù, comunità religiosa internazionale fondata a Viareggio, in Italia, non è la congregazione femminile più grande impegnata nella lotta per porre fine alla tratta di esseri umani, ma può servire da esempio di come anche un piccolo gruppo con un profondo desiderio di aiutare possa fare una grande differenza. In Italia le suore hanno fondato una missione per aiutare una a una le donne adulte vittime della tratta a fini sessuali. Fondata sui principi della misericordia, dell’accoglienza e della comunità, la missione permette alle suore di accompagnare le vittime che lo desiderano in un cammino di integrità e guarigione. Riunire le madri con le figlie, offrire opportunità d’istruzione e di un impiego. Una ex vittima ha detto della sua esperienza con le religiose: «Non sapevo che qualcuno potesse amarmi come mi amano le suore. Non riuscivo nemmeno a voler bene a me stessa, ma loro hanno visto in me qualcosa di prezioso».

Negli Stati Uniti, le religiose, grazie all’aiuto di un benefattore, hanno potuto trasferire un grande centro per i ritiri a un’organizzazione che si occupa di minori vittime della tratta a fini sessuali, aiutandola ad aumentare il suo impegno fino a raggiungere un numero di bambini tre volte superiore rispetto a prima. La collaborazione costante consente alle suore di servire quei giovani come tutor, mentori e catechiste mentre proseguono il loro cammino verso la salute e la guarigione.

Ho avuto la benedizione di poter partecipare a questa missione di guarigione. Quelle donne giovanissime, divenute vittime di trafficanti a volte già a 4 anni, sono piene di speranza, esuberanza e determinazione. All’inizio le ragazze si sono mostrate timide nei miei confronti, ma non c’è voluto molto perché si aprissero. Ho così parlato con Shanna, che si stava preparando a ricevere il diploma di scuola superiore. Era raggiante di orgoglio mentre spiegava quanto aveva dovuto faticare per farsi strada e poter ricevere un’educazione al college. Ho ascoltato la quattordicenne Dania, che mi ha raccontato dell’imminente festa per il suo compleanno, con quella pizza e quei giochi che non aveva mai avuto da bambina. Ho visto il personale incoraggiare queste giovani donne a diventare generose nei confronti di coloro che non hanno le stesse opportunità di guarigione. Ho pregato con loro e ho ringraziato Dio per il dono della loro vita, del loro amore e della loro resilienza.

Durante la conferenza sulla tratta delle persone che si è tenuta l’11 aprile 2019 in Vaticano, Papa Francesco ha definito la tratta di esseri umani «una piaga profonda nell’umanità di chi la subisce e di chi la attua». Questa ferita nel Corpo di Cristo ha bisogno di essere curata. Le vittime del traffico di esseri umani stanno chiedendo a gran voce la nostra risposta amorevole di cura, solidarietà e misericordia. Che ognuno di noi riconosca e risponda alla propria vocazione battesimale di prendersi cura del Cuore spezzato di Cristo, che si manifesta nella disperazione di questi nostri fratelli e sorelle.

di Virginia Herbers, ascj

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27 gennaio 2020

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