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Con l’aiuto di tutti

· Il messaggio dei vescovi al popolo di Dio che è in Francia ·

«Da diversi mesi, la nostra Chiesa è stata duramente messa alla prova. Laici, clero, consacrati, siamo profondamente toccati dalle rivelazioni di abusi che stanno emergendo in tutto il mondo e nel nostro paese. Di fronte alla sofferenza imprescrittibile delle vittime e dei loro cari, proviamo tristezza e vergogna»: inizia con queste parole il messaggio che i vescovi francesi hanno indirizzato «al popolo di Dio che è in Francia». Sottoscritto da tutti i membri del Consiglio permanente con a capo la firma del presidente dell’episcopato e arcivescovo di Marsiglia, monsignor Georges Pontier, il messaggio per la prima volta in Francia affronta in modo ufficiale i casi di abuso, sebbene sia ormai da un paio di anni che la Conferenza episcopale si è impegnata in maniera concreta per estirpare questa piaga, attivando una rete di controllo in grado fra l’altro di assicurare alla giustizia chi nella Chiesa si renda colpevole di qualsiasi forma di abuso.

Nel messaggio, i presuli ribadiscono di essere sempre dalla parte delle vittime. «I nostri pensieri si rivolgono innanzitutto a coloro ai quali è stata rubata l’infanzia, le cui vite sono state segnate per sempre da atti atroci». Ma nello stesso tempo chiedono al popolo, soprattutto cattolico, di non cadere in pericolose generalizzazioni. «Le azioni commesse da qualcuno si sono riflesse in tutta la Chiesa», scrivono i presuli, che parlano di «atti criminali» e «silenzi colpevoli»: «Tutti noi soffriamo di questo sospetto che coinvolge la Chiesa e i sacerdoti». Da qui l’esortazione affinché non si incrini la fiducia dei credenti.
Ricordando la Lettera del Santo Padre Francesco al popolo di Dio, del 20 agosto scorso, il messaggio invita i fedeli di tutte le diocesi a mettere in pratica quanto vi è scritto, perché «è solo attraverso l’impegno e la vigilanza di tutti — scrivono i vescovi — che riusciremo a superare questa calamità degli abusi nella Chiesa».

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