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Con l’accoglienza
ci giochiamo tutto

· Francesco riceve i partecipanti al giubileo degli operatori di pellegrinaggi e rettori di santuari ·

«Con l’accoglienza ci giochiamo tutto». Perciò quanti organizzano e animano i pellegrinaggi, così come i rettori dei santuari, sono chiamati a offrire «un’accoglienza affettuosa, festosa, cordiale e paziente». È la consegna che Francesco ha affidato stamane, giovedì 21 gennaio, nell’aula Paolo VI, ai settemila partecipanti al giubileo di questa categoria di operatori pastorali, giunti dai principali luoghi di devozione popolare di una ventina di Paesi del mondo.

«Andare pellegrini ai santuari è una delle espressioni più eloquenti della fede del popolo di Dio — ha ricordato — e manifesta la pietà di generazioni di persone, che con semplicità hanno creduto e si sono affidate all’intercessione della Vergine Maria e dei Santi». Del resto, ha aggiunto, «questa religiosità popolare è una genuina forma di evangelizzazione, che ha bisogno di essere sempre promossa e valorizzata», senza minimizzarne l’importanza. Francesco ha fatto notare che Papa Montini, parlando della religiosità popolare, preferiva chiamarla “pietà popolare”, mentre l’episcopato latinoamericano nel documento di Aparecida l’ha definita “spiritualità popolare”. «Tutti e tre i concetti — ha commentato — sono validi, ma insieme. Nei santuari, infatti, la gente vive la sua profonda spiritualità, con devozioni semplici, ma molto significative», come la preghiera a Cristo crocifisso, il rosario o la via crucis.

Dopo aver evidenziato che «sarebbe un errore ritenere che chi va in pellegrinaggio viva una spiritualità non personale ma “di massa”», il Pontefice ha anche spiegato che «il santuario è realmente uno spazio privilegiato per incontrare il Signore e toccare con mano la sua misericordia», soprattutto attraverso il sacramento della confessione. Infine Francesco ha approfondito il tema dell’accoglienza, sottolineando che i «Vangeli presentano Gesù sempre accogliente».

Nella stessa giornata è stata resa nota la decisione del Papa di modificare la rubrica del Messale Romano riguardante la lavanda dei piedi durante la messa nella Cena del Signore, stabilendo che la partecipazione al rito non sia più limitata soltanto agli uomini o ai ragazzi.

Il discorso del Papa

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