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Con la tratta di esseri umani
rubato il futuro del Myanmar

· La denuncia dell’arcivescovo di Yangon Charles Maung Bo ·

L’arcivescovo di Yangon, monsignor Charles Maung Bo, ha esortato il Governo del Myanmar a fermare il traffico di esseri umani considerato dalle ong internazionali come uno dei peggiori mali dilaganti del Paese.

La sua dichiarazione giunge mentre il Governo sta per vietare temporaneamente ai cittadini di andare a lavorare a Singapore. Questa decisione, che giunge a un anno dalla modifica della legge sull'immigrazione, è stata motivata dalle notizie allarmanti di abuso e sfruttamento dei lavoratori domestici che avvengono in quella città.

Secondo monsignor Bo «occorre proteggere i giovani dal traffico e da ogni forma di schiavitù. La tratta di esseri umani è un inferno virtuale per milioni di persone vulnerabili. Ogni anno più di un milione di birmani sono vittime della tratta e circa 400.000 donne sono costrette a diventare schiave del sesso. Il mondo — prosegue l’arcivescovo — è già responsabile della vergogna della perpetuazione della schiavitù sotto tutte le sue forme moderne; ma il sud-est dell'Asia rimane la parte più vulnerabile del mondo in questo campo, per i poveri».

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16 settembre 2019

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